BUENOS AIRES - Il presidente argentino Javier Milei torna a spingere su uno dei dossier più divisivi della sua agenda: l’abbassamento da 16 a 14 anni dell’età di imputabilità penale dei minorenni.
Il governo ha inserito il progetto di legge nel calendario delle sessioni straordinarie del Parlamento convocate per il mese di febbraio, segnalando la volontà di accelerare su un tema che in passato aveva incontrato una forte resistenza politica.
Nel primo biennio della presidenza Milei, la proposta era stata più volte bloccata dall’opposizione peronista e da settori trasversali del Congresso, preoccupati per le ricadute sociali e giuridiche della riforma. Il contesto politico, però, è cambiato dopo le elezioni di mid-term del 2025, che hanno rafforzato la maggioranza a sostegno dell’esecutivo liberista, aumentando le possibilità di un via libera parlamentare.
La spinta del governo poggia anche su un dato politico rilevante: nonostante l’Argentina resti uno dei Paesi latinoamericani con i più bassi tassi di criminalità, i sondaggi mostrano un ampio consenso popolare per la riforma. Secondo le ultime rilevazioni, circa il 70% degli intervistati si dice favorevole all’abbassamento della soglia di imputabilità, segno di una percezione diffusa di insicurezza e di una domanda di risposte più ferme sul fronte dell’ordine pubblico.
I sostenitori della legge affermano che il sistema attuale non sia adeguato a fronteggiare reati gravi commessi da adolescenti e che l’abbassamento della soglia permetterebbe una maggiore efficacia giudiziaria. Le organizzazioni per i diritti umani e parte dell’opposizione replicano invece che la riforma rischia di colpire soprattutto i minori provenienti da contesti vulnerabili, senza incidere sulle cause strutturali della devianza, come povertà ed esclusione sociale.
Il progetto sull’imputabilità non è l’unico dossier caldo inserito dal governo nelle sessioni straordinarie.
L’agenda parlamentare di febbraio comprende anche la riforma del Lavoro, pensata per rendere il mercato più flessibile, la modifica della legge di protezione dei ghiacciai – contestata per il possibile impatto ambientale e per l’apertura allo sviluppo minerario – e la ratifica dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur.
Nel complesso, la strategia di Milei appare chiara: sfruttare la finestra politica aperta dal rafforzamento parlamentare per imprimere un’accelerazione alle riforme simbolo del suo progetto.
La sfida, sul tema dei minori, sarà trasformare il consenso dell’opinione pubblica in una legge capace di reggere al confronto con i principi costituzionali e con gli standard internazionali in materia di diritti dell’infanzia.