SYDNEY - Un partecipante su tre al National Disability Insurance Scheme (NDIS) utilizza meno della metà dei fondi a cui ha diritto.

È quanto emerge da una ricerca dell’istituto di ricerche economiche e61, che solleva interrogativi su quanto efficacemente miliardi di dollari destinati alla disabilità raggiungano chi ne ha bisogno.

Secondo i dati analizzati, in media i beneficiari del programma spendono circa il 58% delle risorse assegnate. Il 34% lascia inutilizzato oltre il 50% del proprio budget. Numeri che offrono un quadro diverso rispetto alle statistiche ufficiali della National Disability Insurance Agency (NDIA), che a giugno indicavano un tasso complessivo di utilizzo del 74% dei fondi stanziati.

Gli autori dello studio sottolineano che la cifra aggregata pubblicata dall’agenzia maschera differenze rilevanti tra i singoli utenti. Una parte consistente del 74% sarebbe infatti trainata dai partecipanti inseriti nel supported independent living, un programma di vita indipendente con assistenza, che rappresentano circa il 5% del totale ma incidono in modo sproporzionato sulla spesa complessiva.

“Una certa quota di fondi non spesi è fisiologica, perché i piani devono prevedere margini per garantire tutta l’assistenza necessaria”, ha spiegato Pelin Akyol, responsabile della ricerca per e61. “Ma un livello così elevato di sottoutilizzo tra un terzo dei partecipanti può indicare difficoltà nell’accesso ai servizi o una scarsa aderenza dei piani ai bisogni reali”.

Lo studio ha esaminato quasi 6mila piani conclusi tra gennaio e settembre 2025, utilizzando dati forniti dal plan manager Kismet. L’analisi suggerisce che la geografia incide solo marginalmente: i partecipanti nelle aree regionali esterne spendono in media circa il 6% in meno rispetto a quelli nelle grandi città, ma la maggior parte delle differenze si registra all’interno delle stesse aree.

Un fattore determinante sembra essere l’esperienza. “Osserviamo una chiara curva di apprendimento: più a lungo una persona resta nel sistema, maggiore è la quota di fondi utilizzata”, ha affermato Akyol. Anche la flessibilità del piano conta: chi può spostare risorse tra diverse categorie di sostegno tende ad adattare meglio il budget alle proprie necessità. Nei piani più rigidi, invece, i fondi restano più spesso inutilizzati.

Lo NDIS fornisce assistenza a oltre 500mila australiani con disabilità permanenti e gravi ed è una delle voci di spesa federale in più rapida crescita, con un costo superiore ai 40 miliardi di dollari l’anno.

I dati riaccendono il dibattito sull’efficienza del sistema e sulla capacità di trasformare le risorse stanziate in servizi concreti.