CANBERRA - I militari australiani si trovavano a bordo del sommergibile nucleare statunitense che ha affondato una nave da guerra iraniana durante operazioni militari nel Medio Oriente.

La conferma è stata data dal primo ministro Anthony Albanese, che ha precisato come il personale australiano non abbia preso parte direttamente all’attacco.

Il sommergibile americano ha lanciato un siluro contro la fregata iraniana IRIS ‌Dena nelle acque vicino allo Sri Lanka. L’azione rientrava nella campagna militare guidata da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani. Secondo le informazioni disponibili, l’attacco ha causato la morte di 87 marinai a bordo dell’unità navale.

Albanese ha spiegato che la presenza australiana era legata a programmi di addestramento congiunti previsti dall’accordo di sicurezza AUKUS, l’intesa tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito che prevede anche l’acquisizione di sommergibili a propulsione nucleare da parte di Canberra.

“Normalmente non confermeremmo un fatto di questo tipo, ma visto il dibattito pubblico e le riunioni del Comitato di sicurezza nazionale posso dire che tre australiani erano a bordo di quella nave”, ha dichiarato Albanese ospite di Sky News. Il primo ministro ha aggiunto che nessun membro della Australian Defence Force ha partecipato ad azioni offensive contro l’Iran.

Secondo Albanese, l’inserimento di militari australiani su vascelli statunitensi rientra negli accordi di cooperazione di lunga data tra i due Paesi. Il personale coinvolto continua a operare nel rispetto della legge e delle direttive politiche australiane anche quando è integrato in unità militari di Paesi alleati.

Nel frattempo proseguono le operazioni per far rientrare cittadini australiani dal Medio Oriente. Diversi voli provenienti dagli Emirati Arabi Uniti sono arrivati in Australia negli ultimi giorni, riportando a casa centinaia di persone che si trovavano nella regione mentre il conflitto si intensificava.

Un aereo atterrato a Sydney ieri sera e un altro arrivato a Melbourne questa mattina hanno trasportato 440 cittadini australiani. Altri voli sono programmati da Dubai e Abu Dhabi, anche se la situazione rimane incerta a causa delle chiusure dello spazio aereo e delle condizioni di sicurezza.

Il ministro degli Interni Tony Burke ha affermato che il governo sta collaborando con le autorità degli Emirati Arabi Uniti per facilitare il rientro dei connazionali. Secondo Canberra, l’utilizzo delle compagnie aeree commerciali resta la soluzione più efficace, considerando che oltre 100mila australiani si trovano nella regione tra residenti e viaggiatori.