ROMA - La Corte di cassazione ha reso definitive le condanne per il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti e per l’avvocato Michele Santonastaso nel processo sulle minacce rivolte nel 2008 ai giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione. 

I giudici della quinta sezione penale hanno rigettato i ricorsi, confermando le pene già stabilite in Appello: un anno e mezzo di carcere per Bidognetti e un anno e due mesi per Santonastaso. Le minacce erano state pronunciate durante il processo di appello Spartacus a Napoli e sono state riconosciute come aggravate dal metodo mafioso. 

Secondo la ricostruzione dei giudici, le dichiarazioni lette in aula dall’avvocato Santonastaso contenevano un messaggio “inequivocabilmente minatorio”, tenuto conto del contesto, dei toni e del riferimento diretto e ripetuto ai due giornalisti, accusati di influenzare la magistratura. 

La vicenda risale al 2008, quando durante una fase cruciale del processo contro il clan dei Casalesi vennero rivolte frasi intimidatorie nei confronti di Saviano e Capacchione, entrambi da anni impegnati nel racconto delle attività della camorra e da allora sottoposti a misure di protezione. 

“Oggi, dopo 18 anni dai fatti, la Corte di Cassazione ha definitivamente riconosciuto la minaccia mafiosa di cui sono stato destinatario”, ha scritto Saviano sui social. “Ci sono voluti 18 anni per una sentenza definitiva, mentre io sto scontando già da 20 la pena delle minacce mafiose”. 

La giornalista Rosaria Capacchione ha sottolineato il lungo tempo trascorso: “Ci hanno messo 18 anni per arrivare alla sentenza definitiva e proprio oggi sono 18 anni che vivo sotto scorta. Finalmente si è fatta chiarezza sul fatto che certi comportamenti non sono l’esercizio di un avvocato in aula ma minacce fatte alla stampa”.