BRUXELLES - In una data carica di valore simbolico, i ministri degli Esteri dell’Unione Europea si sono riuniti oggi a Kiev per un Consiglio informale dedicato al sostegno all’Ucraina e alla commemorazione delle vittime dell’occupazione russa. 

La delegazione, guidata dall’Alta Rappresentante Kaja Kallas e accolta dal ministro ucraino Andriy Sybiha, ha visitato i luoghi del massacro di Bucha per rendere omaggio ai civili uccisi nel marzo 2022 e riaffermare l’impegno europeo nel perseguire i crimini di guerra. 

Al termine della visita, Kallas e i rappresentanti di 26 Stati membri (con l’eccezione dell’Ungheria) hanno diffuso una nota durissima per onorare la memoria di chi è stato sottoposto a torture, violenze e deportazioni forzate. Il documento sottolinea che la piena assunzione di responsabilità da parte della Federazione Russa è un “elemento indispensabile per una pace globale, giusta e duratura”. 

In questo contesto, la Ue ha espresso pieno sostegno ai recenti progressi compiuti per la messa in funzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione e per l’istituzione della Commissione internazionale per i reclami, oltre a caldeggiare la massima cooperazione con la Corte penale internazionale. “In questo quinto anno di aggressione - conclude la nota - ribadiamo il nostro incrollabile sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”. 

Nonostante il clima di unità solenne, la riunione informale si svolge in un contesto diplomatico pesante a causa della posizione dell’Ungheria. Gli occhi dei partner europei sono puntati sul ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó: si tratta infatti del primo incontro ufficiale dopo le indiscrezioni secondo cui il capo della diplomazia di Budapest avrebbe condiviso con Mosca contenuti riservati di precedenti colloqui a porte chiuse tra i ministri Ue. 

A rendere ancora più teso il confronto è il veto ungherese al prestito da 90 miliardi di euro destinato a Kiev. Budapest giustifica il blocco accusando il governo ucraino di sabotare deliberatamente il flusso di petrolio russo verso l’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba. Da parte sua, Kiev respinge le accuse, spiegando che l’infrastruttura è attualmente in fase di riparazione a seguito dei danni causati proprio dai bombardamenti russi. 

Oltre alla commemorazione, l’agenda del Consiglio prevede discussioni strategiche sulla pressione sanzionatoria contro la Russia e sulla protezione della stabilità europea nel lungo periodo. Come dichiarato dal ministro Sybiha, l’incontro serve a trasformare il dolore del “triste anniversario di Bucha” in un’azione politica concreta, volta a garantire che ogni violazione della Carta delle Nazioni Unite trovi una risposta legale e politica adeguata da parte della comunità internazionale.