SYDNEY - Chris Minns non arretra. Di fronte alle richieste di scuse formali alla comunità musulmana e a pressioni crescenti per un’inchiesta indipendente, il leader laburista ha ribadito il proprio sostegno alla polizia dopo la gestione violenta della protesta di lunedì a Sydney.

Le immagini degli agenti che spingono, colpiscono e usano spray al peperoncino contro i manifestanti – inclusi alcuni di essi impegnati nella preghiera del tramonto accanto alla Town Hall – hanno suscitato forte indignazione. In diversi video si vedono uomini trascinati via mentre pregano in ginocchio.

Minns ha riconosciuto che il suo rifiuto di scusarsi potrebbe risultare “antagonistico”, ma ha insistito sul fatto che gli agenti si sono trovati in una situazione estremamente difficile. “Credo sinceramente che la NSW Police, la sua leadership e i suoi agenti non avrebbero mai voluto interrompere un momento di preghiera - ha dichiarato -. Non penso che vi fosse l’intenzione di offendere”.

Il commissario di polizia Mal Lanyon ha offerto scuse limitate per l’offesa arrecata, ma ha difeso l’operato degli agenti, sostenendo che stavano eseguendo ordini per disperdere una folla definita “violenta e aggressiva”. Cinque persone sono state ricoverate in ospedale dopo gli scontri, mentre 27 sono state arrestate e nove incriminate.

La visita del presidente israeliano Isaac Herzog era stata classificata come un major event, una designazione che ha ampliato i poteri della polizia e che gli organizzatori della protesta avevano tentato senza successo di contestare in tribunale. Alla fine dell’evento, molti manifestanti hanno riferito di non essere riusciti a lasciare l’area mentre gli agenti impedivano qualsiasi marcia.

Omaim Al-Baghdadi, operatrice sanitaria volontaria, ha raccontato di essere stata spintonata con forza mentre prestava soccorso ai feriti. “Indossavo un giubbotto che mi identificava come personale medico, ma non è servito”, ha detto. Anche Riley Brooke, inizialmente presente come manifestante, ha riferito di essere stata gettata a terra mentre offriva primo soccorso.

Quattro deputati laburisti hanno chiesto una revisione indipendente delle circostanze che hanno portato agli scontri. Il sindaco di Sydney Clover Moore si è detta favorevole a un esame più approfondito, così come il deputato Stephen Lawrence, che ha sollevato dubbi sulle leggi anti-protesta approvate dopo l’attentato terroristico di Bondi.

Minns ha escluso per ora un’inchiesta esterna, sostenendo che ciò implicherebbe una sfiducia verso l’organismo di vigilanza già esistente. La tensione politica resta alta, mentre il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico è destinato a proseguire.