ROMA - Mai gli istituti penali per minorenni in Italia erano stati così affollati: sono ben 572 i ragazzini detenuti al 31 dicembre 2025, presenze aumentate di circa il 50% rispetto al 2022 quando erano 381. E il motivo, per Antigone che illustra questi dati nell’ottavo Rapporto sulla giustizia minorile italiana, non risiede nell’aumento della criminalità, che secondo l’associazione viene raccontata con toni allarmistici e infondati, ma nell’entrata in vigore del decreto Caivano. 

Nel dossier, l’associazione lo scrive nero su bianco: tra il 2023, anno del decreto, e il 2024, la presenza media giornaliera di ragazzi è passata da 425 a 556, con un incremento del 30,9%. Quanto agli ingressi, sono aumentati di oltre il 10%. Tra il 2024 e il 2025, poi, quando la presenza media è stata di 587,8, l’aumento è stato inferiore, del 7,4%. Mentre se viene paragonato l’ultimo biennio con il 2022 la crescita è del 16,6%. 

“Per la prima volta nella storia italiana - è la conclusione di Antigone - gli Ipm hanno conosciuto il sovraffollamento”. Se da un lato aumentano i giovani in carcere, dall’altro lato l’associazione ricorda che secondo i dati Eurostat l’Italia è tra i Paesi con i tassi di minorenni denunciati più bassi d’Europa. Per quanto riguarda poi i numeri dei reati, gli omicidi restano stabili, mentre a crescere sono i tentati omicidi, del 26% e le violenze sessuali, del 25%. In calo i reati legati alle violazioni della normativa sugli stupefacenti (-4,2%), “nonostante la ‘stretta’ sullo spaccio di lieve entità contenuta nel decreto Caivano”, osservano. Andando poi ad analizzare la popolazione detenuta negli Ipm, le ragazze sono soltanto 21 mentre gli stranieri 242, il 42,3%. Ma a commettere i delitti più gravi, fa notare Antigone, sono gli italiani: il 63% degli autori di violenza sessuale entrati negli Ipm nel 2025 ha la cittadinanza italiana, così come l’86% di chi ha fatto ingresso nelle carceri nel 2025 per delitti di omicidio. 

Un altro focus del Rapporto riguarda i minori stranieri non accompagnati, negli ultimi anni “in forte aumento” tra gli ingressi negli Ipm, secondo l’associazione. “Sono loro” quelli di cui “spesso ci si vuole sbarazzare, attraverso trasferimenti improvvisi tra Ipm, allontanamenti dal circuito minorile e immissioni in quello degli adulti, e prese in carico farmacologiche eccessive”, sottolinea Antigone. Al 31 dicembre i minori stranieri non accompagnati erano circa 17.000, in calo rispetto al 2023 quando erano 23.000. Ma non per tutti ci sarebbe posto nel Sai (Sistema accoglienza integrazione). 

Il Rapporto mette in evidenza che le risorse restano insufficienti, nonostante tre anni fa “il contributo destinato ai Comuni per ciascun minore straniero non accompagnato sia stato leggermente aumentato, arrivando oggi a essere pari a un massimo di 100 euro al giorno per l’accoglienza”.