CANBERRA - Una base militare australiana nel Medio Oriente ha subito danni limitati dopo essere stata colpita da un missile iraniano, in un incidente che evidenzia l’espansione del conflitto nella regione del Golfo.

Il primo ministro Anthony Albanese ha riferito che il missile è caduto nei pressi della base di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti, poco dopo le 9 di mercoledì (AEDT).

Non si registrano feriti tra il personale australiano. “Tutti sono al sicuro in questo momento”, ha dichiarato Albanese, aggiungendo che l’attacco ha causato un piccolo incendio che ha danneggiato un edificio adibito ad alloggi e una struttura medica. Il missile ha colpito una strada all’ingresso della base, limitando l’impatto diretto sulle infrastrutture principali.

Il primo ministro ha definito gli attacchi iraniani “di fatto casuali” e diffusi in tutta la regione del Golfo, sottolineando la crescente instabilità del contesto operativo. L’Australia ha già rafforzato la propria presenza inviando un aereo di sorveglianza E-7A Wedgetail della Royal Australian Air Force.

L’incidente si inserisce in un quadro di tensioni crescenti anche sul piano diplomatico. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato duramente gli alleati, tra cui l’Australia, per il rifiuto di partecipare a una coalizione navale per proteggere lo Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi energetici globali.

In un messaggio pubblicato sui social, Trump ha affermato che gli Stati Uniti “non hanno bisogno” dell’aiuto di altri paesi, pur attaccando la mancanza di sostegno. Il governo australiano ha ribadito di non aver ricevuto alcuna richiesta formale per l’invio di navi militari, posizione confermata anche dal ministro del Tesoro Jim Chalmers.

Le dichiarazioni del presidente americano hanno suscitato critiche anche all’interno dell’opposizione. Il deputato Andrew Hastie ha definito il tono di Trump “irrispettoso” nei confronti di alleati storici, mentre l’ex primo ministro Malcolm Turnbull ha parlato di una reazione dettata dalla frustrazione.

Albanese ha confermato che l’Australia continuerà a mantenere un dialogo diplomatico con Washington, pur ribadendo la necessità di agire in base all’interesse nazionale.

Nel frattempo, Israele ha dichiarato di voler proseguire le operazioni militari fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati, senza indicare una scadenza temporale. Il conflitto, innescato dagli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, continua a produrre effetti su scala globale, in particolare sui mercati energetici e sulla sicurezza regionale.