KIEV - L’Ucraina è stata investita nelle ultime ore da una delle ondate di attacchi più violente dall’inizio dell’inverno. Droni, missili da crociera e balistici hanno colpito simultaneamente diverse regioni, mirando deliberatamente al cuore del sistema energetico nazionale mentre le temperature crollano fino a -10 °C.
Il bilancio provvisorio è di almeno 4 morti e diversi feriti nella sola periferia di Kharkiv, dove un terminal postale a Korotych è stato centrato da un missile russo.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha fornito su X i numeri dell’attacco notturno: quasi 300 droni (prevalentemente Shahed), 18 missili balistici e 7 da crociera. Le esplosioni hanno scosso la capitale intorno all’una di notte e sono riprese con intensità in mattinata.
“Ci sono informazioni che indicano che i russi stanno preparando un nuovo attacco massiccio nei prossimi giorni. Usano i droni per indebolire le difese aeree e poi i missili. Vogliono sfruttare il freddo per distruggerci”, ha avvertito Zelensky nel suo discorso serale.
La situazione nella capitale è drammatica. Quattro giorni dopo l’ultimo attacco di massa, circa 800 edifici sono ancora privi di riscaldamento. I sobborghi di Bucha, Hostomel e Irpin sono rimasti isolati, senza elettricità né acqua corrente.
Dtek, la principale azienda energetica privata, ha confermato l’ottavo attacco alle sue centrali termoelettriche da ottobre. Olena Pavlenko, del think tank DiXi Group, ha descritto l’impatto attuale come il “peggiore mai visto”, superando per criticità tutti gli inverni precedenti a causa della fragilità accumulata dalla rete.
Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha usato parole durissime, accusando Mosca di violare deliberatamente la Convenzione sul Genocidio. “Privare la popolazione di energia, acqua e calore in pieno inverno è una strategia calcolata per provocare la distruzione fisica del popolo ucraino. Mosca dimostra un totale disprezzo anche per gli sforzi di pace guidati dagli Stati Uniti”.
Dall’altro lato del fronte, la tensione diplomatica è altissima. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in occasione della Giornata della stampa russa, ha accusato il “regime di Kiev” di attacchi mirati contro i corrispondenti di guerra russi. “Né gli autori di questi crimini né i loro protettori occidentali potranno sfuggire alla responsabilità”, ha dichiarato, definendo le forze ucraine come “neonazisti” dediti ad atti terroristici contro gli operatori dei media.