WASHINGTON - Per la prima volta dall’inizio dell’offensiva, il presidente Donald Trump ha rotto il silenzio, delineando uno scenario in cui gli Stati Uniti e Israele non sono più i soli a fronteggiare Teheran. 

Durante l’incontro alla Casa Bianca con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, Trump ha accusato Teheran di un errore strategico fatale: aver colpito nazioni neutrali. “L’Iran ha attaccato il Qatar, l’Arabia Saudita, gli Emirati e persino l’Oman, che faceva da mediatore. Questo descrive il loro livello di malvagità. Ora tutti questi Paesi stanno combattendo duramente contro di loro”, ha dichiarato il presidente Usa, suggerendo l’esistenza di una vasta operazione difensiva e offensiva coordinata. 

Gli Emirati Arabi Uniti (Eau) sono pronti a scendere in campo. Secondo fonti citate da Axios, Abu Dhabi sta valutando il passaggio a una “difesa attiva” per neutralizzare i lanci di droni e missili che continuano a piovere sul territorio nazionale. 

Secondo il ministero della Difesa emiratino, infatti, l’Iran ha lanciato contro gli Emirati 186 missili balistici e oltre 800 droni. Sebbene la maggior parte sia stata intercettata, gli impatti a terra hanno causato la morte di tre cittadini stranieri e il ferimento di circa 70 persone. 

Il consigliere presidenziale ha definito l’escalation iraniana un “errore di calcolo” che ha confermato i timori regionali: “La vostra guerra non è contro i vicini. Siete la principale fonte di pericolo nella regione”. 

Le indiscrezioni che arrivano dai media israeliani sembrano confermare il coinvolgimento diretto di altri attori arabi. Secondo il canale Channel 12, Doha avrebbe già effettuato attacchi mirati in territorio iraniano per rispondere alle provocazioni di Teheran. 

Funzionari israeliani sentiti dall’emittente Kan prevedono che l’Arabia Saudita sia prossima a lanciare una propria operazione militare contro l’Iran, completando l’accerchiamento regionale della Repubblica Islamica. 

Nonostante Trump abbia confermato che anche l’Oman è stato preso di mira, il Sultanato continua a sperare in una soluzione politica. Il ministro degli Esteri, Badr al-Busaidi, ha ringraziato per la solidarietà internazionale ma ha ribadito l’urgenza di un cessate il fuoco immediato: “Ci sono vie d’uscita disponibili. Utilizziamole per tornare a una diplomazia responsabile”.