MELBOURNE - Tony Mokbel è tornato in libertà dopo che l’ultima accusa a suo carico è stata formalmente ritirata, chiudendo una lunga vicenda giudiziaria legata allo scandalo Lawyer X.
L’uomo, 60 anni, una delle figure più note della criminalità australiana, ha lasciato oggi la Corte Suprema di Melbourne sorridente, salutando la fine di quasi due decenni trascorsi tra detenzione e aule di tribunale.
“La libertà è bellissima. È una sensazione davvero piacevole, e ora la vita va avanti”, ha detto ai giornalisti in attesa. Mokbel ha aggiunto che una delle prime cose che vorrebbe fare è viaggiare. “Andare all’estero, ovviamente. Sognavo di salire su un aereo quando ero in carcere”, ha detto, senza escludere una possibile visita in Grecia, il Paese dove era fuggito nel 2006 prima di essere arrestato in un bar di Atene l’anno successivo.
Mokbel era rimasto in custodia per quasi vent’anni dopo la clamorosa fuga via mare su uno yacht e l’arresto all’estero. Negli ultimi anni aveva avviato una complessa battaglia legale per annullare le condanne per droga, sostenendo che fossero state compromesse dal ruolo di Nicola Gobbo, l’avvocata che lo aveva assistito e che in segreto collaborava con la polizia come informatrice.
Nel 2025 la Corte d’Appello aveva emesso una decisione articolata su tre procedimenti distinti, noti come Orbital, Magnum e Quills. Mokbel era stato assolto nel caso Quills, aveva ottenuto un nuovo processo per Orbital, ma aveva perso l’appello nel fascicolo Magnum, relativo al traffico di 41 chilogrammi di metanfetamina tra il 2006 e il 2007. Per quel reato era stato condannato a una pena pari al tempo già scontato: 13 anni, sette mesi e 15 giorni.
Restava aperta una sola accusa, legata all’istigazione all’importazione di MDMA nel 2005. Questa mattina, in una breve udienza, il procuratore David Glynn ha annunciato la rinuncia formale al procedimento. Il giudice ha quindi revocato gli obblighi di cauzione e ha detto a Mokbel che poteva “lasciare il banco degli imputati”.
La Direzione delle Procure ha spiegato che la decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione delle prospettive di condanna e dell’interesse pubblico. Tra i fattori presi in considerazione: l’assenza di un’importazione effettiva, i probabili ritardi di un nuovo processo, l’età dei fatti contestati e la pena già scontata, tenendo conto dell’età e delle condizioni di salute di Mokbel.
Alla domanda postagli su un’eventuale richiesta di risarcimento allo Stato del Victoria, Mokbel ha scelto di non rispondere. “Non rimpiango nulla”, ha detto invece, quando gli è stato chiesto se si pentisse del traffico di droga, prima di allontanarsi seguito dai media verso lo studio dei suoi legali.