LONDRA – Il governo britannico sta lavorando a un provvedimento legislativo specifico per rimuovere Andrew Mountbatten-Windsor dalla linea di successione al trono. Secondo quanto appreso dal canale televisivo britannico Sky News, l’esecutivo laburista del premier Keir Starmer è pronto a muoversi non appena si concluderà l’indagine di polizia che ha portato all’arresto e al successivo rilascio dell’ex duca di York per i legami col finanziere pedofilo morto suicida in carcere Jeffrey Epstein.
Attualmente ottavo in linea di successione, Andrea resta formalmente un erede al trono nonostante la perdita di tutti i titoli in seguito al suo coinvolgimento nello scandalo sessuale attorno a Epstein. La sua estromissione richiede un atto legislativo approvato dal parlamento britannico, con tanto di dibattito nelle due camere: qualcosa di fortemente sgradito alla casa reale, come sottolineano i media, a fronte del momento di crisi che sta affrontando la monarchia britannica.
Dato l’impatto costituzionale del provvedimento, inoltre, è richiesto il consenso formale di tutti gli altri reami del Commonwealth. Il governo laburista nei mesi scorsi aveva accantonato questa opzione che è ora però diventata non più rinviabile dopo l’arresto shock del reprobo dei Windsor. Una legge ad hoc del genere non avrebbe precedenti e rappresenterebbe quindi un punto di rottura definitivo con il passato.
Mentre l’approvazione verso la casa reale scende per la prima volta in tempi recenti sotto il 50%, le indagini sul 66enne ex duca di York proseguono di buona lena. Anzi, si allargano.
Da un lato ci sono le perquisizioni nella tentacolare ex residenza di Royal Lodge, adiacente al castello di Windsor da parte della Thames Valley Police, chiamata a investigare sul sospetto reato di condotta illecita nell’esercizio di funzioni pubbliche a carico di Andrea in relazione alle informazioni riservate da lui ottenute come emissario commerciale in Asia del governo di Londra e spifferate fra il 2010 e il 2011 a scopo di lucro all’amico pregiudicato Jeffrey.
Dall’altro si consolidano i filoni investigativi avviati per ora a livello preliminare da almeno altri otto dipartimenti di polizia su ulteriori riflessi britannici delle nuove rivelazioni degli Epstein file.
A cominciare dalla vicenda del traffico di giovani donne, talora minorenni, messe a suo tempo a disposizione di amici vip dal faccendiere in giro per il mondo attraverso i voli privati del suo famigerato Lolita Express, che fra metà anni ‘90 e il 2018 avrebbero fatto arrivare in totale solo a Londra oltre 80 ragazze, ricevute da vari personaggi, fra i quali lo stesso Andrea. In qualche caso persino a Buckingham Palace, dove l’ex principe aveva un ufficio personale al tempo del regno di sua madre Elisabetta.
A quest’ultimo riguardo, Scotland Yard sta mettendo sotto torchio agenti o ex agenti della Royalty and Specialist Protection (RaSP), interrogati sul sospetto insabbiamento di anni di visite “clandestine” ricevute dall’ex duca in varie proprietà.
Intanto l’istituto demoscopico Ipsos fa scivolare al 47% il tasso di consenso dei sudditi all’istituzione monarchica, indicando in discesa le simpatie verso tutti i membri di spicco della dinastia: dal 77enne re Carlo, che cala al 48% perdendo 5 punti, allo stesso principe William e alla sua consorte Kate, che restano primi con il 63 e il 62%, ma cedono rispettivamente ben 8 e 7 punti, a dispetto del tentativo dei media d’establishment di far passare almeno loro come inflessibili verso Andrea, cancellando il fatto che nell’agosto 2023 fosse stato proprio l’erede al trono a prestarsi a scarrozzare in auto lo zio “reprobo” in favore di telecamere a una messa di famiglia a Balmoral.
Il tutto in un contesto che vede una minoranza di persone apertamente ostili e una più vasta sacca d’indifferenza, nonché una disaffezione largamente maggioritaria fra i giovani e le minoranze etniche destinati a condizionare sempre più il futuro.