ROMA – I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Roma hanno dichiarato il non doversi procedere, per intervenuta prescrizione, nei confronti di Salvatore Buzzi in uno dei filoni dell’inchiesta Mondo di Mezzo che vedeva imputate una ventina di persone. 

Per il cosiddetto “Ras delle cooperative”, l’accusa di corruzione propria è stata riqualificata in corruzione per la messa a disposizione della funzione. È stata inoltre esclusa l’aggravante mafiosa. 

Il Tribunale ha anche assolto con formula piena, “per non avere commesso il fatto”, l’ex capogruppo del Partito Democratico in Campidoglio Francesco D’Ausilio, e sono cadute le accuse anche per l’ex direttore generale di Ama, la municipalizzata dei rifiuti, Giovanni Fiscon. Nel procedimento si era costituita parte civile Roma Capitale. 

I difensori di Buzzi, gli avvocati Pier Gerardo Santoro e Alessandro Diddi, hanno sottolineato che la decisione mette “definitivamente una pietra sulla contestazione dell’aggravante mafiosa nella pubblica amministrazione”, richiamando la sentenza della Cassazione nel procedimento principale che aveva escluso la configurabilità dell’accusa. 

Sull’assoluzione di D’Ausilio, l’avvocato Clara Veneto ha parlato di un epilogo atteso dopo “oltre dieci anni”, evidenziando le ricadute personali e professionali subite dal proprio assistito.  

In una nota, il deputato Pd Roberto Morassut ha espresso “affetto e stima” per l’ex capogruppo, affermando che la vicenda dimostra la necessità di una riforma volta a ridurre i tempi dei processi.