Chi salva una vita salva il mondo”. È questo motto e il sottotitolo di Morbo K, la nuova miniserie evento di Rai 1, per un totale di quattro episodi, visibile con Il Globo Tv in streaming su Rai Italia. La fiction rievoca una pagina poco conosciuta ma straordinaria della storia italiana, ambientata a Roma durante l’occupazione nazista, quando un gruppo di medici dell’ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina mise in atto uno stratagemma per sottrarre decine di ebrei alla deportazione. Diretta da Francesco Patierno, la serie racconta in particolare la nascita del cosiddetto Morbo K, una malattia inventata ad arte per spaventare i nazisti e trasformare un reparto ospedaliero in un rifugio sicuro. Un racconto di resistenza civile che restituisce il senso più profondo della memoria attraverso le scelte individuali. Roma, Settembre 1943. Kappler capo delle SS di stanza a Roma minaccia la comunità ebraica chiedendo un tributo in oro: 50 chili per non essere deportati. Un ricatto mostruoso che alcuni già sospettano sia un imbroglio. Tra questi il professor Prati, direttore dell’ospedale Fatebenefratelli, che intuisce le vere intenzioni del colonnello tedesco e riesce a trasferire alcune famiglie ebree in un reparto speciale, salvandole di fatto da un atroce destino. Per evitare che i nazisti raggiungano l’Isola Tiberina, il medico ha la brillante idea di inventare un virus altamente contagioso che si sta diffondendo rapidamente: è il letale Morbo K, chiunque mostri i sintomi deve essere isolato per evitare l’epidemia. Lo stratagemma per il momento sembra sufficiente a tenere gli ebrei al sicuro all’interno dell’isola e i nazisti a distanza. Tra le famiglie ebree care al direttore, c’è anche quella di Silvia Calò, una giovane dal grande talento artistico. Silvia si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo, il giovane assistente di Prati, sentimento ricambiato nonostante lui sia promesso sposo a un’altra ragazza per volere familiare. La morsa sui romani del ghetto si stringe sempre di più, la vita di Pietro e Silvia è legata a un filo, quello della Resistenza, mentre Prati e gli ebrei ricoverati nel reparto K devono trovare una via di fuga. È il 16 ottobre del 1943, i 50 chili d’oro sono già nella casse dei nazisti ma Kappler ordina lo stesso il rastrellamento degli ebrei del ghetto contravvenendo così alla parola data. I soldati tedeschi riescono a caricare 1.259 persone della comunità sui treni destinati ai lager e su un treno c’è anche la famiglia Calò. Il destino di Silvia, Pietro e del professor Prati si consumerà nelle ultime drammatiche ore prima che quel treno lasci Roma.