MADRID - A soli 25 anni, Noelia Castillo Ramos accederà oggi alla morte assistita in Spagna. La sua storia, segnata da violenze, sofferenza psichica e una gravissima disabilità fisica, ha scosso l’opinione pubblica spagnola, diventando un caso giudiziario senza precedenti che ha coinvolto i massimi organi di giustizia, fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).
Originaria di Barcellona, Noelia ha vissuto un’esistenza frammentata: un’infanzia difficile tra case-famiglia, cure psichiatriche iniziate a 13 anni e la diagnosi di disturbo borderline di personalità e disturbo ossessivo-compulsivo. Il trauma decisivo è legato a una violenza sessuale di gruppo subita in discoteca, un evento che l’ha sprofondata in un “mondo buio”, privo di obiettivi e segnato da una profonda solitudine.
Il 4 ottobre 2022, nel tentativo di togliersi la vita, la giovane si è gettata dal quinto piano di un edificio. Sopravvissuta all’impatto, ha riportato una lesione midollare irreversibile che l’ha resa paraplegica, condannandola a convivere con dolori neuropatici quotidiani e la perdita totale della mobilità degli arti inferiori.
Nei giorni precedenti l’eutanasia, Noelia ha condiviso in un’intervista ad Antena 3 il peso del logorio accumulato negli anni, descrivendo una sensazione costante di solitudine e una totale assenza di prospettive. “Non ho voglia di nulla, né di mangiare, né di uscire; mi sono sempre sentita sola”, ha affermato la giovane, rivendicando il diritto di porre fine a una sofferenza che percepiva come insopportabile e superiore al dolore che la sua dipartita avrebbe causato ai propri cari.
Il suo racconto ha ripercorso un lungo storico di autolesionismo e molteplici tentativi di suicidio, avvenuti anche attraverso l’ingestione di sostanze tossiche e l’uso di farmaci, elementi che hanno profondamente segnato il tono del suo addio pubblico. “Voglio solo andarmene in pace e smettere di soffrire”, ha dichiarato ai microfoni di Antena 3 alla vigilia dell’esecuzione.
Il percorso verso la morte assistita è stato segnato da profonde lacerazioni all’interno del nucleo familiare. Mentre il padre ha mantenuto una ferma opposizione, portando la battaglia fino ai massimi livelli giudiziari, la madre ha scelto un approccio differente: pur non condividendo la decisione della figlia, ha scelto di starle accanto e accompagnarla nei suoi ultimi giorni.
Il caso di Noelia ha inaugurato un nuovo capitolo del diritto spagnolo, mettendo a confronto l’autodeterminazione dell’individuo e l’opposizione dei familiari. Il 1° agosto 2024, a un solo giorno dalla data fissata per l’eutanasia, il Tribunale di Barcellona ne aveva sospeso l’esecuzione accogliendo il ricorso del padre.
Durante l’udienza alla Città di Giustizia, Noelia ha ribadito con fermezza la sua volontà, denunciando le coercizioni subite da chi la circondava per indurla a desistere. Nel marzo 2025, il giudice ha stabilito che la giovane conservava la piena capacità di intendere e volere, negando al padre l’autorizzazione ad agire per conto della figlia.
Nonostante i successivi ricorsi presentati dallo studio legale Christian Lawyers presso l’Alta Corte di Giustizia della Catalogna, la Corte Suprema e la Corte Costituzionale, la decisione è stata confermata in ogni grado di giudizio, trovando infine il parere favorevole della CEDU.