CASSINO – Proseguono le indagini sulla morte di Paolo Mendico, il quattordicenne di Santi Cosma e Damiano che si è tolto la vita l’11 settembre 2025, alla vigilia della ripresa dell’anno scolastico nella sede distaccata di Santi Cosma dell’Istituto tecnico industriale “Pacinotti” di Fondi.  

La Procura della Repubblica di Cassino sta approfondendo non solo le condotte dei minorenni che frequentava, ma anche le chat e i messaggi scambiati tra adulti, inclusi insegnanti e compagni di scuola maggiorenni. 

Il procuratore capo di Cassino Carlo Fucci, insieme ai magistrati della Procura per i Minorenni di Roma, sta valutando il contenuto delle conversazioni e dei messaggi vocali, oltre agli scritti lasciati dal ragazzo. Nelle pagine affidate al proprio diario, Paolo aveva annotato le proprie difficoltà, le umiliazioni subite in classe e le frasi pronunciate da compagni e - secondo quanto emerge - anche da qualche insegnante. 

Il ragazzo avrebbe scritto di essere stato preso di mira per il suo aspetto fisico e per i suoi modi, riferendo di essere stato chiamato “femminuccia” e “Nino D’Angelo”. Sulla base anche di questi elementi, nei giorni scorsi la Procura dei Minorenni di Roma ha iscritto nel registro degli indagati quattro compagni di scuola, di età compresa tra i 16 e i 17 anni. L’ipotesi di reato è quella di atti persecutori, prevista dall’articolo 612 bis del Codice penale. 

Parallelamente la Procura di Cassino procede per istigazione al suicidio, ai sensi dell’articolo 580 del Codice penale. In questo caso il fascicolo è al momento contro ignoti.  

In entrambe le sedi giudiziarie si stanno approfondendo “condotte reiterate consistite in insulti personali, offese e minacce tali da determinare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia, tale da indurlo a modificare le proprie abitudini di vita”. 

Gli inquirenti stanno inoltre verificando se vi sia stata una sottovalutazione della situazione da parte di chi avrebbe dovuto accorgersi del disagio del ragazzo, e se siano state correttamente applicate le procedure previste dai protocolli antibullismo.