NAPOLI - Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, chiede con forza giustizia e verità per la morte del figlio, sottolineando di sentirsi in diritto di ottenerle. Al suo fianco l’avvocato Francesco Petruzzi sostiene che, una volta concluse le indagini, si possa configurare l’ipotesi di omicidio volontario con dolo eventuale e non quella di omicidio colposo. Secondo la difesa, dalla documentazione clinica emergerebbero elementi compatibili con questa impostazione giuridica. 

Il bambino era ricoverato presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli, nella struttura napoletana del Monaldi, dopo essere stato sottoposto a un trapianto di cuore che non aveva avuto esito favorevole. L’azienda sanitaria ha comunicato il decesso esprimendo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, parlando di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. In ospedale si è recato anche il cardinale Domenico Battaglia, che ha pregato accanto alla madre e ha impartito al bambino l’estrema unzione. Un consulto di esperti aveva escluso ulteriori possibilità terapeutiche. Un cuore individuato per un eventuale nuovo trapianto è stato destinato a un altro bambino ricoverato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII. La madre e il consulente medico legale avevano rinunciato a richiedere ulteriori pareri internazionali. 

I medici del Monaldi, insieme al consulente della famiglia, avevano avviato un percorso di pianificazione condivisa delle cure per evitare trattamenti non più utili e scongiurare l’accanimento terapeutico. Domenico era collegato a un macchinario di supporto cardiocircolatorio e respiratorio extracorporeo (Ecmo), che lo aveva tenuto in vita dopo il trapianto fallito ma che, con un utilizzo prolungato, aveva compromesso gravemente gli organi interni. La sospensione del supporto avrebbe comportato un’interruzione deliberata delle funzioni vitali. I sanitari hanno assicurato che il bambino non soffriva, pur trovandosi in condizioni critiche. La madre, che è rimasta accanto al figlio fino all’ultimo istante, ha ringraziato per la solidarietà ricevuta, chiedendo di non ricevere offerte di denaro ma di destinarle all’AIDO, annunciandoo l’intenzione di costituire una fondazione a nome di Domenico, con l’obiettivo di mantenerne vivo il ricordo e aiutare altri bambini. Davanti all’ospedale si è formato un pellegrinaggio spontaneo di cittadini che hanno lasciato fiori bianchi, palloncini e messaggi d’affetto. 

Sul piano giudiziario, oltre all’inchiesta della procura del capoluogo regionale campano, è stato aperto un fascicolo anche da quella di Bolzano per responsabilità colposa in ambito sanitario. A Napoli risultano indagate sei persone tra medici e paramedici coinvolti nelle fasi di espianto, trasporto e trapianto del cuore proveniente da un donatore pediatrico. Al centro delle indagini vi è il possibile danneggiamento dell’organo durante la conservazione e il trasporto. Secondo ricostruzioni interne, dopo l’espianto sarebbe stato chiesto di integrare il ghiaccio nel contenitore; il riempimento sarebbe avvenuto con ghiaccio secco anziché con ghiaccio d’acqua, compromettendo la corretta conservazione. L’ospedale ha consegnato alla famiglia tutta la documentazione clinica relativa al ricovero e all’intervento, che sarà esaminata dal consulente medico legale. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno espresso cordoglio e vicinanza, auspicando che venga fatta piena luce sulla vicenda.