ROMA - È morto a 93 anni Valentino Garavani, uno dei più grandi protagonisti della moda internazionale e simbolo dello stile italiano nel mondo. Lo stilista si è spento a Roma, nella sua residenza sull’Appia Antica, circondato dall’affetto dei suoi cari.  

Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino Clemente Ludovico Garavani ha legato indissolubilmente il suo nome a un’idea di eleganza senza tempo, costruendo un marchio diventato riferimento mondiale. Amava Roma, dove aveva scelto di vivere e dove aveva aperto il suo atelier nei primi anni Sessanta, pur presentando le sue collezioni a Parigi.  

Formatosi tra Milano e la capitale francese, dove studiò all’École de La Chambre Syndicale de la Couture, Valentino aveva lavorato negli anni Cinquanta con Jean Dessès e Guy Laroche. Dopo le prime difficoltà, l’incontro con Giancarlo Giammetti segnò la svolta: Garavani si dedicò alla creazione, Giammetti alla gestione.  

Il successo arrivò nel 1962 con la sfilata a Pitti Moda a Firenze. Da allora, le sue collezioni vestirono dive, principesse e first lady, tra cui Jacqueline Bouvier (vedova di John F. Kennedy) per il matrimonio con Aristotele Onassis. Il suo “rosso Valentino” divenne un segno distintivo riconosciuto in tutto il mondo. 

Nel corso degli anni il marchio Valentino ha attraversato diversi passaggi di proprietà, dalla vendita alla casa tedesca Hdp nel 1998 all’ingresso del gruppo Marzotto, fino al fondo Permira e, nel 2007, alla sceicca Sheikha Mozah, moglie dell’emiro del Qatar. Nel 2023 il gruppo Kering ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, con un’opzione per arrivare al controllo totale entro il 2029.  

Nel febbraio 2025, proprio a piazza Mignanelli, con il suo storico socio Giancarlo Giammetti avevano inaugurato la Fondazione Garavani Giammetti, dedicata all’arte, alla moda e alla formazione dei giovani stilisti. L’ultima mostra, inaugurata proprio ieri, 18 gennaio, era dedicata al dialogo tra le creazioni di Valentino e l’arte dell’artista portoghese Joana Vasconcelos. 

Non aveva mai smesso di disegnare, anche dopo l’addio ufficiale alle passerelle, celebrato a Roma con tre giorni di eventi spettacolari che riassunsero il suo stile e la sua visione della moda. Una festa “kolossal” che consolidò il soprannome di “Ultimo Imperatore”, titolo poi diventato anche quello del documentario “The Last Emperor”, diretto da Matt Tyrnauer e dedicato agli ultimi anni della sua carriera. 

Con la scomparsa di Valentino Garavani si chiude un capitolo fondamentale della moda del Novecento e del Made in Italy, ma resta un’eredità di stile, rigore e creatività che ha segnato generazioni di designer e continua a influenzare la moda contemporanea.