KIEV – Volodymyr Zelensky dovrebbe impegnarsi per arrivare a una pace duratura tra Mosca e Kiev piuttosto che proporre una tregua di Pasqua. A dirlo è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha risposto così nel corso di un briefing con la stampa a una richiesta di commento sulla proposta di una tregua per Pasqua formulata ieri da Zelensky, di fatto respingendo l’offerta.

“Zelensky dovrà prendersi le sue responsabilità e adottare decisioni affinché la Russia e l’Ucraina arrivino alla pace’’, ha detto Peskov. Inoltre il Cremlino, ha dichiarato Peskov, non ha ricevuto proposte “chiare” da parte dell’Ucraina in merito a un cessate il fuoco durante le festività pasquali. “Dalle dichiarazioni di Zelensky che abbiamo letto, non abbiamo visto alcuna iniziativa chiaramente formulata per una tregua pasquale”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Anche il vicepremier italiano Antonio Tajani si è recato in Ucraina per prendere parte alla riunione informale dei ministri degli Esteri Ue, organizzata in occasione del quarto anniversario del massacro di Bucha. Prima dell’inizio dei lavori a Kiev, si sono svolte le commemorazioni organizzate dalle autorità ucraine per rendere omaggio alle vittime delle atrocità commesse dall’esercito russo a Bucha, Irpin e Borodyanka nel marzo 2022.

L’agenda della riunione, svoltasi in queste ore, prevede una breve sessione introduttiva e un secondo segmento incentrato sul tema dell’accertamento delle responsabilità della Federazione russa per i crimini perpetrati contro l’Ucraina, anche alla luce dell’operato della Commissione per le Compensazioni e del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina.

La terza sessione riguarda la situazione di terreno al termine del quarto anno di conflitto, con l’obiettivo di ottimizzare il sostegno europeo all’Ucraina sul piano militare, energetico e infrastrutturale. La questione dei veterani di guerra è infine l’oggetto della quarta e ultima sessione, dedicata all’analisi delle principali sfide legate al reinserimento degli ex combattenti ucraini nella vita civile e sul possibile ruolo che l’Ue può giocare per favorire la coesione sociale e l’inclusione economica, soprattutto in ottica post-conflitto.

‘‘Siamo qui per testimoniare che l’Italia è vicina a Kiev’’, ha detto Tajani in visita sul luogo del massacro. ‘‘La nostra unità e la nostra fermezza devono avere come obiettivo quella di far sedere la Russia a un tavolo e non pretendere territori che non ha neanche conquistato’’.

Nel frattempo, l’Iran ha accusato l’Ucraina di essere complice dell’aggressione militare a causa del dispiegamento di specialisti anti-drone nei Paesi del Golfo. In una lettera inviata al segretario generale António Guterres e al Consiglio di sicurezza, il rappresentante di Teheran presso le Nazioni Unite afferma che le azioni dell’Ucraina equivalgono a un coinvolgimento diretto nel conflitto e sostiene che Kiev ne ha la responsabilità legale ai sensi del diritto internazionale.

“Il riconoscimento da parte dell’Ucraina di aver inviato centinaia di esperti nella regione per contrastare efficacemente l’Iran costituisce una prova di sostegno materiale e operativo all’aggressione militare”, ha scritto l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeed Iravani, aggiungendo che “l’Ucraina ha una responsabilità internazionale derivante dall’aver aiutato o assistito un’altra parte nel commettere atti illeciti” e ha affermato che il ruolo dell’Ucraina non è stato incidentale, ma una forma di facilitazione attiva.

Il ministero degli Esteri ucraino ha respinto le accuse, definendole false e sottolineando il ruolo dell’Iran nella fornitura di droni alla Russia, utilizzati negli attacchi contro le città ucraine a partire dal 2022. Secondo quanto affermato dalle autorità ucraine, decine di migliaia di droni Shahed di fabbricazione iraniana sono stati lanciati contro l’Ucraina durante la guerra su vasta scala. “Nessun drone ucraino ha mai colpito l’Iran”.