NEW YORK – Il social network X di Elon Musk ha annunciato di aver implementato misure per “impedire” al suo strumento di intelligenza artificiale Grok di “spogliare” persone reali, anche per gli abbonati a pagamento, in risposta a un’ondata di indignazione mondiale e alla pressione delle autorità di diversi Paesi.
“Abbiamo messo in atto misure tecnologiche per impedire al profilo Grok di consentire la modifica di immagini di persone reali con abiti rivelatori, come i bikini”, indica il social network in un messaggio pubblicato sulla piattaforma. “Questa restrizione si applica a tutti gli utenti, compresi gli abbonati a pagamento”, si legge ancora nel messaggio.
La Commissione europea ha preso atto delle “misure aggiuntive adottate da X per impedire a Grok di generare immagini sessualizzate di donne e bambini. Valuteremo attentamente tali modifiche per assicurarci che proteggano efficacemente i cittadini dell’Ue”. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione Thomas Regnier.
“Qualora tali modifiche non fossero efficaci - avverte - la Commissione non esiterà a ricorrere a tutti gli strumenti di applicazione previsti dal Dsa”.
Nei giorni scorsi Bruxelles aveva ordinato a X di conservare tutti i documenti e i dati interni relativi a Grok fino alla fine del 2026, come parte di una precedente indagine avviata l’anno scorso nel quadro della legge sui servizi digitali (Dsa) relativa agli algoritmi e ai sistemi di raccomandazione sulla diffusione di contenuti illegali sulla piattaforma.
“Abbiamo visto Grok generare contenuti antisemiti e, più recentemente, immagini sessuali di bambini. Questo è illegale. Questo è inaccettabile”, aveva dichiarato Regnier. L’ordine di conservazione dei dati, ha spiegato, è un’estensione di un precedente provvedimento ai sensi della legge sui servizi digitali (Dsa) già inviato a X l’anno scorso e relativo anche ad algoritmi e sistemi di raccomandazione sulla diffusione di contenuti illegali.
La possibilità di sospendere Grok come misura provvisoria è “una possibilità di ultimissima istanza” prevista dal Dsa, ha spiegato ancora il portavoce, sottolineando che l’obiettivo resta quello di “costringere ogni piattaforma a mettere ordine in casa propria”.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha duramente criticato Elon Musk per la diffusione di immagini di donne e bambini denudati con Grok. In un’intervista ad alcuni media internazionali, tra cui il Corriere della Sera, von der Leyen si è detta “sconcertata dal fatto che una piattaforma tecnologica consenta agli utenti di spogliare digitalmente donne e bambini online”.
“È un comportamento inconcepibile. E il danno causato da questi deepfake è molto reale” ha aggiunto, avvertendo che l’Ue non affiderà “la protezione dei minori e il consenso alla Silicon Valley. Se loro non agiranno, lo faremo noi”.
Negli Stati Uniti, nel frattempo, 28 gruppi di attivisti avevano chiesto ad Apple e Google di vietare sui loro negozi digitali Grok. Le lettere aperte ad Apple e Google sono state firmate da 28 movimenti, tra questi ci sono il gruppo in difesa delle donne Ultraviolet, il gruppo di genitori ParentsTogether Action e l’Organizzazione nazionale per le donne.
La lettera aveva accusato i due colossi digitali “di trarne profitto” dalla creazione di queste immagini non consensuali e chiedono “come coalizione di organizzazioni impegnate nella sicurezza online e nel benessere di tutti, in particolare di donne e bambini, nonché nell’applicazione etica dell’intelligenza artificiale” di rimuovere urgentemente Grok e X dai negozi digitali “per prevenire ulteriori abusi e attività criminali”.
Le linee guida di Apple e Google - come fa notare il sito specializzato Engadget - vietano esplicitamente tali app dai loro negozi, eppure nessuna delle due società ha intrapreso alcuna azione fino ad ora.