NAYPYIDAW - In una cerimonia blindata a Naypyidaw, il leader della giunta militare Min Aung Hlaing ha prestato giuramento come 11° Presidente del Myanmar, oggi venerdì 10 aprile 2026. La mossa formalizza il suo passaggio a una carica civile a cinque anni dal colpo di Stato del 2021, stabilizzando la sua posizione alla vigilia del Thingyan, il Capodanno birmano. 

Durante il suo discorso inaugurale in Parlamento, il leader 69enne ha promesso di sostenere i principi di “giustizia, libertà e uguaglianza”, dichiarando che il Paese è finalmente tornato sul sentiero democratico. 

Min Aung Hlaing ha accennato a future amnistie per favorire la pace sociale, senza tuttavia fornire dettagli sui beneficiari. Il neopresidente ha inoltre ammesso le numerose sfide del suo mandato, ponendo tra le priorità il ripristino dei rapporti con l’ASEAN (Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico), l’attrazione di investimenti stranieri e il rafforzamento del settore agricolo. 

Nonostante la veste civile, il nuovo esecutivo di 30 ministri riflette la continuità con il regime precedente. Oltre due terzi dei componenti sono militari, in servizio o in pensione, molti dei quali già colpiti da sanzioni internazionali. Tra le nomine chiave, U Tin Aung San è stato designato Ministro dell’Ufficio del Presidente, mentre è stato istituito un Consiglio Consultivo dell’Unione presieduto da U Soe Win. 

L’ascesa di Min Aung Hlaing segue un processo elettorale in tre fasi iniziato a dicembre 2025, culminato nel voto parlamentare del 3 aprile 2026. Le elezioni si sono svolte senza la partecipazione dei principali partiti democratici, molti dei quali sciolti d’autorità, e sono state boicottate nelle vaste aree del Paese ancora controllate dai ribelli.  

La premio Nobel Aung San Suu Kyi, rovesciata nel 2021, resta in detenzione, mentre il suo partito è stato escluso da quello che gli osservatori internazionali definiscono un rebranding cosmetico del potere militare. 

Mentre l’Occidente mantiene un atteggiamento critico, alcuni vicini regionali hanno mostrato segnali di apertura. Alla cerimonia, infatti, hanno partecipato rappresentanti di Cina, India e Thailandia. 

Pechino, principale sostenitore delle elezioni, ha inviato congratulazioni ufficiali tramite Xi Jinping, sperando nello sblocco dei progetti infrastrutturali frenati dalla guerra civile. Da parte sua, il premier thailandese Anutin Charnvirakul ha elogiato la “competente leadership” di Min Aung Hlaing, auspicando un rafforzamento dei legami bilaterali.