WASHINGTON – La NASA ha annunciato che sta valutando il lancio della missione Artemis 2 già dal 1° aprile, durante la quale gli astronauti voleranno intorno alla Luna per la prima volta in oltre 50 anni. Ciò dopo diversi rinvii dovuti a contrattempi tecnici.
“Siamo sulla buona strada per il lancio il 1° aprile”, ha dichiarato Lori Glaze, alta responsabile dell’agenzia spaziale americana, durante una conferenza stampa, avvertendo però che c’è “ancora del lavoro” da fare prima del decollo.
Tuttavia, il razzo, l’equipaggio e gli ingegneri sono “pronti”, ha assicurato. La decisione di andare avanti è stata presa al termine di due giorni di discussioni tra i responsabili della NASA, ha spiegato.
Il via libera è stato dato nonostante il razzo lunare SLS sia attualmente nel suo hangar dopo essere stato riportato indietro per delle riparazioni. Secondo i responsabili della NASA, il malfunzionamento rilevato è stato risolto e il razzo è ora pronto per essere riportato sulla rampa di lancio prima del decollo, previsto per la prossima settimana.
Nei giorni scorsi un rapporto dell’Ispettorato generale dell’agenzia spaziale USA aveva rilevato lacune nella sicurezza delle missioni del programma Artemis, soprattutto per le missioni successive all’Artemis 2 che prevedono l’approdo sul suolo lunare, e aveva sottolineato che manca un piano B in caso di emergenza: dalle missioni Apollo avvenute oltre 50 anni fa, la Nasa non ha fatto passi avanti nella sua capacità di salvare gli astronauti in caso di imprevisti nello spazio o sul suolo lunare.
L’Ispettorato osserva che, per il programma Artemis, la probabilità di perdere l’equipaggio si aggira tra una su 30 e una su 40. A titolo di paragone, per il programma Apollo era di circa una su 10, mentre per le missioni che hanno usato lo Space Shuttle il rischio era molto più basso, di una probabilità su 70.
Il rapporto evidenzia le enormi difficoltà dovute al dover rifornire i veicoli in orbita: entrambe le aziende coinvolte, infatti, sia SpaceX con lo Starship Hls che Blue Origin con il Blue Moon, hanno scelto questo approccio. Tuttavia, un rifornimento orbitale di questa portata non è mai stato tentato prima.
Anche il sito scelto per l’allunaggio, il polo Sud lunare, pone molte sfide. In quella regione si incontrano pendenze del terreno che possono arrivare a 20 gradi e che rischierebbero di far ribaltare i veicoli.
Ciò anche a causa dell’altezza dei due lander: per fare un confronto, i moduli lunari delle missioni Apollo erano alti la metà del Blue Moon e sette volte meno dello Starship Hls.
Inoltre, mentre gli astronauti a bordo del lander della Blue Origin potranno usare le scalette per scendere sulla superficie lunare, l’equipaggio che si troverà sul veicolo di SpaceX dovrà utilizzare un ascensore esterno.
L’Ispettorato ritiene che questo aspetto meriti maggiore attenzione, perché se l’ascensore dovesse incontrare un guasto, non ci sarebbe altro modo per gli astronauti per scendere sulla Luna o, peggio, per risalire a bordo del veicolo.