CANBERRA - Il futuro del National Disability Insurance Scheme (NDIS) torna al centro del dibattito politico, con una parte dei parlamentari laburisti che invita il primo ministro Anthony Albanese a rivedere in modo strutturale il programma.
L’obiettivo dichiarato è contenere i costi e assicurare che le risorse siano destinate ai casi più gravi.
Il sistema, che vale circa 50 miliardi di dollari, continua a crescere a un ritmo superiore alle aspettative. Sebbene l’aumento annuo sia sceso rispetto ai livelli registrati nel 2022, resta sopra il 10 per cento, ben oltre il target governativo del 5 per cento. Una dinamica che alimenta pressioni in vista del bilancio federale di maggio.
Tra le proposte in discussione c’è l’introduzione dell’obbligo di registrazione per i fornitori di servizi di assistenza abitativa, una misura che dovrebbe alzare gli standard di qualità e formazione. Al momento, gran parte degli operatori non è registrata, con conseguenze sulla supervisione e sulla coerenza dei servizi offerti.
Ma il nodo centrale riguarda l’accesso al programma. Il deputato laburista Mike Freelander, pediatra, ha sottolineato la necessità di tornare all’impostazione originaria del NDIS, pensato per persone con disabilità gravi. “Dobbiamo essere chiari su chi è idoneo e chi no”, ha affermato, riconoscendo che una stretta potrebbe generare malcontento.
Il tema si intreccia con la richiesta di rafforzare le alternative al NDIS per chi presenta bisogni meno complessi. In questo contesto si inserisce il programma “Thriving Kids”, da 4 miliardi di dollari, pensato per bambini con autismo lieve o ritardi nello sviluppo. L’idea è alleggerire la pressione sul sistema principale, offrendo percorsi di assistenza differenziati.
Anche all’interno del governo emergono posizioni critiche. La senatrice Michelle Anandah-Rajah ha parlato di un sistema “strutturalmente imperfetto”, esprimendo preoccupazione per una tendenza ad ampliare la platea attraverso una lettura sempre più estesa della neurodiversità.
Il ministro di Giustizia Michelle Rowland ha confermato che sono in corso interventi per riportare la crescita del programma su un percorso più sostenibile. Ha però ribadito che il NDIS resta uno strumento centrale e che la sua tenuta nel tempo dipende da un equilibrio tra accesso e sostenibilità finanziaria.
Il confronto interno al Partito laburista riflette una tensione più ampia: mantenere un sistema inclusivo senza comprometterne la stabilità economica, in un contesto di domanda crescente e risorse finite.