MELBOURNE - In una proprietà remota ai piedi delle Alpi del Victoria, lontano dai centri abitati e immersa in un territorio impervio, si è conclusa la lunga fuga di Dezi Freeman.
Dopo oltre sette mesi di ricerche, l’uomo è stato ucciso dalla polizia al termine di un confronto durato diverse ore.
L’operazione si è svolta a Thologolong, nei pressi di Walwa, a più di due ore di distanza da Porepunkah, il luogo dove nell’agosto 2025 furono uccisi i due agenti Neal Thompson e Vadim de Waart-Hottart. Proprio da lì era iniziata una delle più vaste cacce all’uomo mai viste nello Stato.
Secondo quanto riferito dal capo della Victoria Police, Mike Bush, l’intervento è scattato nelle prime ore del mattino. L’assedio è iniziato intorno alle 5.30 e si è protratto per circa tre ore. Gli agenti hanno circondato una struttura simile a una roulotte bianca, individuata come possibile rifugio del fuggitivo.
“Abbiamo fatto appello perché uscisse e si arrendesse - ha spiegato Bush -. Quando è uscito, aveva la possibilità di farlo in modo pacifico, ma non l’ha fatto”. Subito dopo si è verificato lo scontro a fuoco. Nessun agente è rimasto ferito.
Le autorità non hanno potuto confermare immediatamente l’identità dell’uomo ucciso, ma hanno dichiarato di ritenere con alta probabilità che si trattasse di Freeman. L’identificazione formale è stata demandata alle procedure del medico legale.
La scena dell’operazione riflette l’isolamento dell’area: terreni montuosi, vegetazione fitta e segni di incendi recenti sulle colline circostanti. Un contesto che ha reso le ricerche particolarmente complesse nei mesi precedenti, tra neve, caldo intenso e accessi difficili.
Un residente della zona, Neil Sutherland, ha raccontato di essersi svegliato per il rumore degli elicotteri. “Giravano sopra la zona, poi ho sentito le sirene e gli altoparlanti della polizia. Poco dopo, uno sparo”, ha detto.
Gli investigatori stanno ora valutando se Freeman abbia ricevuto aiuto durante la latitanza. Secondo Bush, sarebbe stato “molto difficile” raggiungere e mantenere una posizione così isolata senza un appoggio esterno.
La morte dell’uomo chiude formalmente una vicenda che ha segnato profondamente la forza di polizia e la comunità. Le famiglie dei due agenti uccisi sono state informate per prime dell’esito dell’operazione.
Per mesi, centinaia di agenti hanno partecipato alle ricerche, con l’impiego di droni, cani addestrati e unità specializzate. A un certo punto, le autorità avevano ipotizzato che Freeman potesse essersi tolto la vita, senza però trovare riscontri concreti.
La polizia aveva anche offerto una ricompensa record da un milione di dollari per informazioni utili alla cattura. Ora, con la fine della fuga, resta l’indagine su eventuali complici e sulle circostanze precise dello scontro finale.