SYDNEY - Un discorso di appena 40 secondi, pronunciato durante una manifestazione nel cuore di Sydney in occasione dell’Australia Day, è costato a Brandan Koschel una condanna a un anno di carcere. Il 34enne, salito sul palco al termine della marcia anti-immigrazione ‘March for Australia’, ha espresso apertamente sostegno a ideologie neonaziste e rivolto frasi antisemite alla folla, venendo arrestato immediatamente dopo l’intervento.

La sentenza è stata pronunciata mercoledì presso la Downing Centre Local Court, dove la magistrata Sharon Freund ha condannato Koschel a 12 mesi di reclusione per aver intenzionalmente incitato all’odio. Nel suo intervento, l’uomo aveva definito gli ebrei “il più grande nemico” per due volte consecutive, parole che il tribunale ha giudicato chiaramente antisemite e volte a colpire una comunità vulnerabile.

Secondo quanto ricostruito in aula, il discorso è stato accompagnato da simboli e richiami tipici dell’ideologia neonazista. Koschel ha concluso il suo intervento con un saluto a “white Australia” e a Thomas Sewell, leader del gruppo neonazista australiano National Socialist Network, oggi sciolto. Ha inoltre invocato la liberazione di Joel Davis, altro esponente dell’estrema destra già detenuto.

“Intendeva incitare all’odio tra le persone che stava arringando - ha affermato la magistrata Freund nella motivazione della sentenza -. Intendeva incitare all’odio contro la comunità ebraica e contro gli ebrei in generale”.

Il tribunale ha sottolineato come il contesto rendesse le parole ancora più gravi. La comunità ebraica australiana, ha ricordato la giudice, si trovava in una fase di particolare vulnerabilità dopo un’escalation di attacchi antisemiti culminata nella strage avvenuta a Bondi Beach durante una celebrazione di Hanukkah nel mese di dicembre, in cui hanno perso la vita 15 persone. La sparatoria di massa si era verificata appena sei settimane prima del comizio di Koschel.

Al momento della lettura della sentenza, l’imputato – detenuto presso il carcere di Shortland, nella Hunter Valley – ha abbassato il capo e chiuso gli occhi. La magistrata ha ribadito che una risposta sanzionatoria chiara era necessaria, soprattutto perché le dichiarazioni erano state pronunciate in un forum pubblico e in un giorno simbolico per la nazione come l’Australia Day.

“È necessario trasmettere un messaggio inequivocabile: l’invocazione o la normalizzazione dell’odio diretto contro il popolo ebraico non sarà tollerata”, ha dichiarato Freund.

Nel determinare la pena, il tribunale ha tenuto conto dell’ammissione di colpevolezza anticipata, che ha comportato una riduzione della condanna. Tuttavia, la magistrata ha osservato come Koschel non abbia mostrato rimorso né consapevolezza della gravità delle proprie azioni. Il periodo minimo di detenzione, fissato in nove mesi, scadrà il 25 ottobre.