NEW YORK - Una drammatica operazione ad alto rischio condotta dagli agenti federali dell’immigrazione ha trasformato il quartiere di Marble Hill, nel Bronx, in un teatro di scontri e polemiche politiche.

Intorno alle 16:00 di giovedì 8 settembre, nei pressi di West 225th Street e Marble Hill Avenue, un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha aperto il fuoco contro un’automobile, colpendo al collo il ventottenne di origini domenicane Oscar Belgal.

All’interno del veicolo, sul sedile posteriore, si trovava anche il figlio dell’uomo, un bambino di soli cinque anni. 

I fatti sono stati ricostruiti durante una conferenza stampa notturna dalla commissaria della polizia di New York (Nypd), Jessica Tisch. Le telecamere di sicurezza della zona hanno ripreso l’auto mentre effettuava una manovra in retromarcia per parcheggiare davanti a un idrante.

Nel filmato si vedono due agenti federali in abiti civili avvicinarsi al mezzo: uno con la pistola spianata verso il finestrino del conducente e il secondo posizionato all’altezza del faro anteriore. Quando la vettura ha accennato un movimento in avanti uscendo dal campo visivo della telecamera, un agente dell’Ice ha esploso sette colpi contro l’auto, ferendo Belgal al collo. 

Gli agenti della polizia locale, attirati dal rimbombo degli spari, sono giunti rapidamente sul posto, trovando una scena caotica con diversi uomini in abiti eterogenei, alcuni dei quali indossavano gilet da cantiere, maschere facciali e almeno uno armato di fucile.

Belgal, ammanettato e seduto a terra, è stato preso in custodia dai poliziotti del Nypd che gli hanno prestato i primi soccorsi, trasportandolo al vicino ospedale dove si trova ricoverato con ferite non letali. Il bambino è rimasto del tutto illeso ed è stato affidato ai familiari. 

Il Dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs) ha confermato che l’Ice stava conducendo un’operazione mirata per arrestare il ventottenne, sostenendo che risiedesse illegalmente negli Stati Uniti e vantasse presunti legami con la banda dei Trinitarios. La commissaria Tisch ha precisato che l’uomo ha due precedenti giudiziari: un arresto nel 2023 per rapina conclusosi con un patteggiamento per furto di quarto grado e un secondo fermo nel 2025 per spaccio di sostanze stupefacenti, il cui processo è ancora pendente. 

L’episodio ha scatenato una durissima reazione istituzionale e popolare. Il New York Police Department ha subito preso le distanze precisando di non essere stato coinvolto nell’operazione e che i propri agenti non erano presenti al momento degli spari, mentre la gestione dell’inchiesta è stata rilevata dalle autorità federali con la presenza sul posto di Fbi e Hsi. 

Il sindaco di New York, Zohran Kwame Mamdani, ha attaccato duramente l’operato dell’agenzia federale chiedendo al presidente Donald Trump l’immediata cessazione delle sue attività in città. 

“Ho chiamato il presidente; quando parleremo, gli chiederò di porre fine a tutte le operazioni dell’Ice nella nostra città“, ha dichiarato Mamdani sui social network, definendo l’accaduto “inconcepibile ed estremamente grave. Questa sera sono molto arrabbiato. L’Ice ha sparato a un newyorkese e lo ha fatto mentre in auto c’era suo figlio di cinque anni. L’Ice rende la città meno sicura. Li vogliamo fuori. Adesso!“. 

Il primo cittadino ha poi rivelato di aver trascorso due ore al telefono giovedì notte con il presidente Trump e con il segretario del Dhs Markwayne Mullin per negoziare la liberazione di Belgal, senza tuttavia raggiungere un accordo. Mamdani ha inoltre denunciato che gli agenti dell’Ice “hanno messo l’uomo in un veicolo privo di contrassegni e lo hanno portato via”.

Il deputato democratico Adriano Espaillat ha confermato di aver incontrato il bambino e la madre in ospedale, aggiungendo di non aver potuto vedere il ferito poiché piantonato a vista dagli agenti federali all’esterno della stanza di degenza. 

Netta anche la condanna della governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, che ha affermato di aspettarsi che “le autorità federali forniscano un resoconto completo e trasparente delle circostanze relative a questo incidente”. La deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha sollecitato un’indagine “completa e indipendente” con la diffusione integrale dei filmati delle telecamere indossate dagli agenti. 

Sulla stessa linea Murad Awawdeh, presidente della New York Immigration Coalition, che ha definito la sparatoria “l’ennesimo promemoria della violenza sfrenata e dilagante che l’Ice sta diffondendo nelle nostre comunità“, chiedendo sanzioni per gli agenti coinvolti.

A seguito del ferimento, nel quartiere sono esplose immediate manifestazioni di protesta spontanee, sfociate nell’arresto di cinque persone da parte del Nypod. Secondo un’analisi della Cbs News, dall’inizio della seconda amministrazione Trump si contano già almeno 30 sparatorie che hanno visto coinvolti agenti del Dipartimento della Sicurezza Interna, alcune delle quali con esito mortale.