SYDNEY - La Coalizione guadagna terreno nel primo Newspoll successivo all’elezione di Angus Taylor alla guida dei Liberali, ma resta dietro a One Nation, che conferma un risultato storico.
Il sondaggio, realizzato per The Australian su un campione di 1.237 elettori tra lunedì e giovedì della scorsa settimana, registra un incremento di due punti per Liberali e Nazionali, ora al 20 per cento dei consensi primari.
Si tratta di un rimbalzo rispetto al minimo storico toccato sotto la leadership di Sussan Ley. Nonostante il recupero, la Coalizione rimane terza nel sondaggio. One Nation si mantiene al 27 per cento, livello mai raggiunto prima, consolidando una posizione centrale nel panorama dell’opposizione.
Il Partito laburista del primo ministro Anthony Albanese scende di un punto al 32 per cento. I Verdi calano dal 12 all’11 per cento, mentre indipendenti e altre forze minori restano stabili al 10 per cento.
Sul fronte della popolarità personale, Albanese vede peggiorare il proprio saldo di approvazione, che scende a meno 15: il 40 per cento degli intervistati si dichiara soddisfatto, contro il 55 per cento che esprime insoddisfazione. Per Taylor, al debutto come leader dell’opposizione in un rilevamento nazionale, il saldo è meno 3, con il 35 per cento di giudizi positivi e il 38 per cento negativi. Un dato in netto miglioramento rispetto al meno 39 registrato da Ley prima della sua sostituzione.
Nella domanda sul primo ministro preferito, Albanese resta avanti con il 45 per cento contro il 37 per cento di Taylor, segno che il nuovo leader deve ancora colmare il divario personale con il capo del governo.
La vice leader liberale Jane Hume ha parlato di “green shoots”, germogli di ripresa, sottolineando una risposta positiva nelle prime settimane di guida di Taylor e la riunificazione della Coalizione. Hume ha riconosciuto che il partito deve riconquistare fiducia e offrire un’alternativa credibile sia al Partito laburista che a un “voto di protesta” di cui starebbe traendo beneficio One Nation.
Il sondaggio viene pubblicato in un momento politicamente sensibile, segnato dal dibattito sul rientro delle cosiddette “spose dell’ISIS”. I numeri indicano un primo effetto del cambio di leadership, ma anche una frammentazione dell’elettorato di centrodestra che, per ora, continua a premiare in misura determinante la Destra populista.