LONDRA - Re Carlo III e la regina Camilla non incontreranno le vittime di Jeffrey Epstein durante la loro visita di Stato negli Stati Uniti prevista a fine aprile, a causa delle indagini ancora in corso nel Regno Unito sul caso.

La richiesta di un incontro privato era stata avanzata dal deputato americano Democratico Ro Khanna, che in una lettera inviata lunedì aveva invitato il sovrano britannico a incontrare i sopravvissuti agli abusi del finanziere condannato. Tuttavia, fonti istituzionali indicano che un simile incontro non è compatibile con le attuali attività investigative delle autorità britanniche.

Il caso Epstein continua infatti ad avere sviluppi anche nel Regno Unito. A febbraio, Andrew Mountbatten-Windsor, ex duca di York, e Lord Peter Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, sono stati arrestati con l’accusa di cattiva condotta in cariche pubbliche legata ai loro rapporti con Epstein. Entrambi sono stati successivamente rilasciati, ma restano sotto indagine.

Nel frattempo, il National Police Chiefs’ Council ha annunciato un rafforzamento delle indagini dopo la pubblicazione dei cosiddetti “Epstein files” da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense. Un gruppo dedicato analizzerà la possibile presenza di reati commessi nel Regno Unito, in particolare quelli legati alla violenza contro donne e ragazze.

Le autorità hanno anche invitato le presunte vittime che hanno parlato con i media britannici a collaborare con gli investigatori, segno di una fase ancora aperta e delicata del procedimento.

In questo contesto, qualsiasi iniziativa pubblica o privata che possa interferire con le indagini viene evitata, inclusi incontri ufficiali durante visite istituzionali.

Il viaggio negli Stati Uniti, comunque, resta confermato. La visita di Stato, attesa da tempo, si svolgerà dal 27 al 30 aprile e includerà un banchetto ufficiale alla Casa Bianca. Il presidente Donald Trump ha definito l’evento “storico” e ha espresso grande apprezzamento per il sovrano britannico.

Non sono mancate, tuttavia, critiche e richieste di rinvio della visita, legate sia al caso Epstein sia al contesto internazionale segnato dalla guerra in Medio Oriente.

Nonostante ciò, Buckingham Palace ha scelto di mantenere l’impegno, pur senza entrare nei dettagli del programma ufficiale.

Il risultato è una visita che si svolgerà sotto forte attenzione mediatica e politica, con un’agenda inevitabilmente condizionata da un caso giudiziario ancora lontano da una conclusione.