ASTI - Gli inquirenti stanno valutando se procedere per il tentato linciaggio avvenuto nella notte successiva al femminicidio di Zoe Trinchero, a Nizza Monferrato (Asti). 

Nel mirino potrebbe finire un gruppo di circa trenta persone che, tra venerdì e ieri notte, si è radunato sotto l’abitazione di un cittadino nordafricano che vive da anni nella cittadina astigiana, indicato inizialmente come possibile responsabile del delitto dallo stesso assassino, che poi ha confessato.  

Il suo nome era stato chiamato in causa da Alex Manna, il 19enne con cui Zoe si era allontanata la notte dell’omicidio. I due si conoscevano. Manna aveva inizialmente tentato di far ricadere su di lui la responsabilità dell’accaduto. 

I carabinieri sono intervenuti e hanno messo in salvo il nordafricano, trattenendolo in caserma per proteggerlo. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i militari si sono trovati di fronte una situazione tesa con una folla difficile da contenere. Alcuni giovani erano già saliti sulle scale del palazzo, con l’intenzione di fare giustizia in modo sommario. 

L’uomo coinvolto è conosciuto a Nizza Monferrato, centro di circa diecimila abitanti, e in passato aveva avuto qualche contrasto con alcuni ragazzi del paese, elemento che nelle ore successive al delitto avrebbe alimentato le voci ingiuriose nei suoi confronti. Negli ultimi tempi avrebbe manifestato segnali di disagio, ma, secondo chi lo conosce, mai tali da renderlo pericoloso: “Forse sopra le righe, ma aggressivo mai”. 

Ora gli inquirenti stanno valutando se contestare responsabilità penali per quanto accaduto quella notte, mentre prosegue l’indagine sul femminicidio che ha scosso la comunità locale.