STOCCOLMA - Con l’annuncio dei vincitori per la Medicina o Fisiologia si apre ufficialmente la stagione dei Premi Nobel. Istituiti per volontà dell’inventore e imprenditore Alfred Nobel per premiare “coloro che, durante l’anno precedente, avranno apportato il maggior beneficio all’umanità“, i riconoscimenti giungono quest’anno alla loro 125ª edizione con una dotazione economica aumentata del 9%, pari a 12 milioni di corone svedesi (circa 1,066 milioni di euro per il premio completo) per ciascuna categoria.
Il calendario delle assegnazioni prosegue fino al 12 ottobre: dopo la Medicina seguono Fisica (6 ottobre), Chimica (7 ottobre), Letteratura (8 ottobre), Pace (9 ottobre) ed Economia (12 ottobre). Quest’ultimo rappresenta l’unico premio non previsto dal testamento originale, essendo stato istituito dalla Banca di Svezia nel 1968 in occasione del suo trecentesimo anniversario.
Alle 11.30 dall’Assemblea del Nobel presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, il segretario generale Thomas Perlman ha reso noto il verdetto: il premio per la Medicina o la Fisiologia 2026 è stato assegnato allo statunitense Karl Deisseroth e ai tedeschi Peter Hegemann e Georg Nagel “per le loro scoperte relative ai canali ionici attivati dalla luce e all’optogenetica”. Con la scoperta di una proteina capace di “”illuminare”” di blu i circuiti del cervello, l’optogenetica ha aperto una vera e propria nuova era nelle neuroscienze. I tre scienziati si divideranno il montepremi.
Nel profilo dei tre vincitori emergono percorsi accademici d’eccellenza. Karl Deisseroth, nato nel 1971 e prossimo a compiere 55 anni a novembre, figura tra i più giovani scienziati premiati finora in questa categoria; dopo aver conseguito Ph.D. e laurea in Medicina alla Stanford University, è oggi D.H. Chen Professor e docente di Bioingegneria, Psichiatria e Scienze comportamentali presso l’Howard Hughes Medical Institute e lo stesso ateneo di Stanford.
Peter Hegemann, classe 1954, ha ottenuto il Ph.D. al Max-Planck-Institut für Biochemie di Martinsried (sede delle ricerche valse il riconoscimento) ed è attualmente Hertie Senior Professor di Neuroscienze all’Università Humboldt di Berlino. Infine Georg Nagel, nato nel 1953, ha conseguito il Ph.D. all’Università di Francoforte ed è professore di Fisiologia molecolare delle piante presso il Dipartimento di Fisiologia molecolare delle piante e Biofisica - Botanica I dell’Università di Würzburg, dopo aver condotto le scoperte premiate all’Istituto Max Planck di Biofisica a Francoforte.
Poco prima dell’ufficializzazione, i vincitori ricevono la celebre chiamata dal segretario del Comitato Nobel, Thomas Perlmann. Le candidature restano un mistero coperto dal segreto per 50 anni e la selezione si svolge “solo su invito”, escludendo le autocandidature. Il Comitato invia le lettere di invito a membri dell’Assemblea del Karolinska Institutet, ad accademici svedesi e stranieri di Medicina e Biologia della Reale Accademia Svedese delle Scienze, a precedenti vincitori e a docenti selezionati. Il Nobel Committee (composto da 5 membri più il segretario) seleziona la rosa dei raccomandati, mentre l’Assemblea del Nobel al Karolinska Institutet, formata da 50 membri, sceglie i vincitori finali.
Il riconoscimento viene conferito “per scoperte di grande importanza nel campo delle scienze biologiche o della medicina” che “hanno cambiato il paradigma scientifico e che apportano grandi benefici”, senza valutare l’intera carriera o la leadership scientifica. Il percorso parte a settembre con l’invio degli inviti e si conclude con l’annuncio di ottobre e la cerimonia del 10 dicembre a Stoccolma.
Dal 1901 al 2025, per la categoria Medicina o Fisiologia sono stati assegnati 116 Nobel a 232 scienziati (tra cui 14 donne, compresa l’italiana Rita Levi-Montalcini). Il più giovane premiato di sempre è stato Frederick G. Banting a 31 anni per la scoperta dell’insulina, mentre il più anziano è stato Peyton Rous a 87 anni per la scoperta dei virus oncogeni. Il premio non è stato assegnato in 9 occasioni (1915, 1916, 1917, 1918, 1921, 1925, 1940, 1941 e 1942).
Per le categorie che raccolgono la maggiore attenzione mediatica, Letteratura e Pace, non emergono favoriti netti per la successione all’ungherese László Krasznahorkai e alla venezuelana María Corina Machado.
Tra i nomi ipotizzati per la Letteratura si citano la cinese Can Xue, lo statunitense Thomas Pynchon, la messicana Cristina Rivera Garza, la portoghese Lídia Jorge, il romeno Mircea Cărtărescu, la canadese Margaret Atwood, il giapponese Haruki Murakami e lo spagnolo Enrique Vila-Matas. Per la Pace, che conta 287 candidature, figurano tra gli altri le reti di risposta alle emergenze del Sudan, la Corte internazionale di giustizia e la relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese.
Il bilancio complessivo della storia del premio conta 990 persone e 28 organizzazioni premiate, evidenziando un profondo squilibrio di genere: le donne rappresentano appena il 6,9% dei vincitori (68 in totale), anche se oltre la metà di esse è stata insignita negli ultimi vent’anni.
Il primato della vincitrice più giovane appartiene a una donna: la pachistana Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace nel 2014 a soli 17 anni. Marie Curie rimane l’unica persona ad aver vinto in due diverse discipline scientifiche (Fisica nel 1903 con il marito Pierre Curie ed Henri Becquerel, e Chimica nel 1911), un percorso seguito anche dalla figlia Irène Joliot-Curie, premiata per la Chimica nel 1935 con il marito Frédéric Joliot.
Nella storia si registrano anche due rifiuti volontari: Jean-Paul Sartre per la Letteratura nel 1964 e il vietnamita Le Duc Tho per la Pace nel 1973. Altri quattro vincitori sono stati costretti alla rinuncia dai rispettivi governi, come accadde a Boris Pasternak per la Letteratura nel 1958 su imposizione delle autorità sovietiche.
La consegna ufficiale di tutti i premi si terrà il 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel, con le tradizionali cerimonie a Stoccolma e a Oslo, sede storica dell’assegnazione del Nobel per la Pace.