SAN FRANCISCO - Lo show dell’intervallo della sessantesima edizione del Super Bowl, affidato a Bad Bunny, ha scatenato le critiche di Donald Trump. La scelta dell’artista portoricano è stata interpretata come un segnale di distanza della National Football Legue (Nfl) rispetto alle politiche promosse dal presidente. 

Le contestazioni si sono concentrate sul profilo pubblico del cantante e sui contenuti dello spettacolo, che ha incluso quasi totalmente brani in lingua spagnola e riferimenti culturali latinoamericani.  

La lega sportiva ha difeso la propria decisione, ribadendo che la finale del campionato di football americano è un evento a proiezione internazionale e che il halftime show intende rappresentare la diversità del pubblico della Nfl, tenendo conto che la comunità latina costituisce uno dei segmenti in maggiore crescita dell’audience, un elemento che ha inciso sulla scelta artistica. 

Alla vigilia dell’evento, Bad Bunny – distanziandosi dalle polemiche – aveva dichiarato che lo spettacolo sarebbe stato pensato come un momento di festa, invitando il pubblico a concentrarsi sull’aspetto musicale e sull’intrattenimento. Infatti l’esibizione si è aperta con una selezione dei suoi brani più noti, alternati a riferimenti al reggaeton dei primi anni Duemila. 

Non sono però mancati elementi carichi di senso politico, come i messaggi proiettati sugli schermi, che sono stati presentati interamente in spagnolo, così come le canzoni dell’artista.

Uno dei momenti più commentati è arrivato durante l’esecuzione del brano Monaco, quando è comparsa una coppia di sposi sul palco, circondata da musicisti (in seguito, i rappresentanti dell’artista hanno confermato che la cerimonia aveva valore legale e che Bad Bunny ha firmato come testimone sul certificato di matrimonio).  

Nel corso dello show sono apparsi diversi ospiti, tra cui Lady Gaga, che ha interpretato il suo brano Die With a Smile in inglese, ma in versione ‘salsa’, accompagnata da una band dal vivo. Sul palco hanno fatto presenza anche le cantanti latinoamericane Karol G e Young Miko, la rapper statunitense Cardi B e gli attori di discendenza mista Jessica Alba e Pedro Pascal.  

Lady Gaga ha cantato un suo brano in inglese al Super Bowl.

Un’ulteriore sorpresa è arrivata con l’interpretazione del portoricano Ricky Martin, che ha cantato Lo que le pasó a Hawái, un brano dell’ultimo album di Bad Bunny, che affronta il tema dello spostamento delle comunità locali per l’avvento del turismo di massa.  

Durante l’esibizione, l’artista ha anche richiamato l’attenzione sulla crisi energetica che colpisce Porto Rico inserendo nella scenografia torri elettriche in guasto. L’isola è soggetta a frequenti blackout, dovuti a una rete elettrica obsoleta e vulnerabile. La situazione è peggiorata dopo il passaggio dell’uragano María, nel 2017, che ha lasciato il Paese, territorio statunitense, senza elettricità per 328 giorni.  

Nonostante lo stanziamento di circa 10 miliardi di dollari da parte del Congresso degli Stati Uniti per la ricostruzione del sistema elettrico, le difficoltà persistono. La gestione privata, affidata a Luma Energy nel 2016, non ha risolto il problema delle interruzioni di corrente: pochi giorni fa l’azienda ha comunicato che oltre 75.000 clienti erano senza elettricità e la questione è ora oggetto di un contenzioso giudiziario avviato dalle aurotià portoricane. 

In chiusura, lo spettacolo ha veicolato un messaggio di unità: mentre Bad Bunny sosteneva un pallone con la scritta in spagnolo “Insieme siamo l'America” e la proiezione della frase “L’unica cosa più forte dell’odio è l’amore”, una sfilata di tutte le bandiere del contunente americano ha attraversato lo stadio. 

Dopo lo show, Donald Trump ha criticato duramente l’esibizione, definendola “una delle peggiori della storia” in un messaggio pubblicato sui social. L’ex presidente ha contestato l’uso della lingua spagnola e i contenuti della performance, definendola in contrasto con i valori che, a suo giudizio, dovrebbero rappresentare gli Stati Uniti. 

Le dichiarazioni di Trump sono arrivate dopo che Bad Bunny aveva espresso posizioni critiche nei confronti delle politiche migratorie repubblicane, sia durante lo show sia in occasione della recente cerimonia dei Grammy, dove aveva difeso i diritti umani degli immigrati e preso posizione contro l’Ice.  

Negli ultimi anni, l’artista è diventato una delle voci più visibili del mondo musicale su questi temi e nel 2025 ha scelto di non portare il suo tour negli Stati Uniti.