KIEV - La guerra tra Russia e Ucraina sta vivendo una fase di escalation tecnologica senza precedenti. Nelle ultime 24 ore, entrambi i Paesi hanno lanciato ondate massicce di velivoli senza pilota, colpendo infrastrutture strategiche e centri civili, mentre la diplomazia europea lancia l’allarme sul rischio di un calo dell’attenzione internazionale. 

L’aeronautica militare ucraina ha affrontato una notte drammatica, con il lancio di 211 droni russi (principalmente di tipo Shahed). Sebbene 194 siano stati neutralizzati, l’impatto dei rimanenti è stato devastante. 

Zaporizhzhia è stata la regione più colpita, con oltre 700 attacchi segnalati. Il bilancio è di una donna morta e otto feriti.

A Kiev, le sirene sono scattate in piena ora di punta. Nonostante le esplosioni avvertite dai residenti, la difesa aerea è riuscita a evitare vittime nella capitale. Bombardamenti e droni hanno causato feriti e danni a infrastrutture civili anche nelle regioni di Kherson, Kharkiv, Sumy e Dnipropetrovsk. 

La risposta ucraina si è concentrata sul cuore energetico della Russia. Per la seconda volta in una settimana, i droni di Kiev hanno colpito la raffineria Tijoretsk-Nafta, nella regione di Krasnodar. 

L’attacco ha provocato un incendio e danneggiato linee ad alta tensione. Nella regione di confine di Belgorod, il governatore ha ammesso gravi interruzioni di elettricità, acqua e riscaldamento a causa dei danni alle reti energetiche. 

Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha dichiarato che 38 droni diretti verso la capitale russa sono stati abbattuti dalla mezzanotte di ieri. Gli attacchi hanno mandato in tilt il traffico aereo, costringendo gli aeroporti di Vnukovo, Domodedovo, Zhukovsky e Sheremetyevo a restrizioni temporanee. 

Mentre il presidente Volodymyr Zelensky prepara la sua quarta visita ufficiale a Madrid per incontrare Pedro Sánchez, da Bruxelles arriva un monito severo. L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha definito “pericoloso” l’allentamento delle sanzioni petrolifere statunitensi alla Russia: “In questo momento abbiamo bisogno che abbiano meno soldi per condurre la guerra, non di più. La chiusura di Hormuz avvantaggia Mosca: non dobbiamo permettere che il Medio Oriente distolga l’attenzione dall’Ucraina”.