SYDNEY - Il governo del New South Wales ha sollecitato l’esecutivo federale a riconsiderare lo sconto sulla Capital gains tax (CGT), sostenendo che la misura stia contribuendo in modo rilevante al peggioramento dell’accessibilità abitativa e alla riduzione della proprietà della casa, soprattutto tra i primi acquirenti.

Secondo il governo Minns, l’attuale impostazione del meccanismo fiscale favorisce in modo sproporzionato gli investitori più ricchi.

Lo sconto CGT, che prevede una riduzione del 50 per cento sulle plusvalenze realizzate da investimenti detenuti per oltre 12 mesi, era stato introdotto dal governo Howard nel 1999 con l’obiettivo di incentivare gli investimenti di lungo periodo. Negli ultimi anni, però, è finito sempre più spesso al centro delle critiche come uno dei fattori che hanno alimentato la crisi immobiliare.

In una nota presentata a una commissione parlamentare federale incaricata di esaminare il tema, il Dipartimento del Tesoro del New South Wales ha chiesto che lo sgravio venga ridotto o profondamente rielaborato, citando le “ampie conseguenze” prodotte a livello nazionale e, in particolare, nello Stato. Secondo il documento, la misura ha spinto la domanda da parte degli investitori immobiliari, esercitando una pressione al rialzo sui prezzi delle abitazioni.

“Pur essendo stato concepito per favorire investimenti di lungo periodo, lo sconto ha incrementato la domanda degli investitori nel mercato immobiliare, rendendo più difficile l’accesso alla casa e aggravando i problemi di accessibilità”, si legge nella relazione. L’effetto, prosegue il Tesoro, è stato quello di ostacolare l’ingresso dei primi acquirenti e di contribuire al calo dei tassi di proprietà.

I dati prodotti dall’Australian Bureau of Statistics mostrano che la percentuale di australiani proprietari della propria abitazione è scesa dal 71 per cento nel 1999-2000 al 66 per cento nel 2019-20. Un andamento che trova riscontro anche nei flussi di credito. Nel 1994, in Australia, i prestiti agli investitori ammontavano a 13 miliardi di dollari, contro 10 miliardi destinati ai primi acquirenti. Lo scorso anno, i prestiti agli investitori hanno raggiunto i 139 miliardi, più del doppio dei 64 miliardi concessi aquirenti di una prima casa.

Secondo il Tesoro del NSW, lo sconto CGT avvantaggia soprattutto i redditi più alti. Una sua riduzione, sostiene la relazione, potrebbe attenuare la domanda speculativa e tradursi in prezzi più bassi o in una crescita più lenta del valore delle case. Nonostante ciò, il ministro federale del Tesoro Jim Chalmers ha escluso più volte interventi sulla misura. Il Partito laburista aveva proposto di ridurla alle elezioni del 2016 e del 2019, entrambe perse contro la Coalizione.

Il costo fiscale complessivo dello sgravio è stimato in 23 miliardi di dollari, di cui 8,7 miliardi attribuibili al solo New South Wales. Un conto che, secondo il governo Minns, rende inevitabile riaprire il dibattito.