SYDNEY - Il governo del New South Wales ha introdotto un divieto esplicito di espressioni d’odio nel codice di condotta scolastico, con la possibilità di sanzionare gli insegnanti anche per comportamenti fuori dall’aula, inclusi i contenuti pubblicati sui social.

Le nuove regole riguardano il personale di oltre 3mila scuole e si applicano a istituti pubblici, indipendenti e cattolici.

Il premier Chris Minns ha difeso la misura sostenendo che gli educatori hanno un ruolo diretto nel formare le idee dei giovani. “Sappiamo che i ragazzi sono impressionabili e che chi è in posizione di autorità, soprattutto gli insegnanti, contribuisce a modellare il loro modo di vedere il mondo”, ha detto. “Se si trasmettono contenuti bigotti o razzisti, gli effetti sulla coesione della comunità possono essere devastanti”.

Secondo il governo, molte scuole avevano già norme contro discriminazione e linguaggio d’odio, ma l’aggiornamento rende più chiare le direttive e rafforza la capacità d’intervento del regolatore statale, la NSW Education Standards Authority (NESA). Il punto chiave, spiegano le autorità, è che NESA potrà agire più rapidamente se ritiene che ci sia stata una violazione.

La Independent Education Union NSW/ACT, che rappresenta parte del personale delle scuole non governative, ha accolto positivamente il cambiamento. “Questi requisiti renderanno cristallino che l’hate speech basato su razza o religione non è accettabile”, ha detto la segretaria Carol Matthews. Il sindacato sostiene inoltre che la norma non dovrebbe impedire discussioni in classe, purché condotte in modo corretto.

Le critiche sono arrivate da Teachers for Palestine, che accusa il governo di usare il tema in modo selettivo. Il portavoce Chris Breen ha contestato Minns e ha citato anche l’invito rivolto al presidente israeliano Isaac Herzog, collegando il dibattito alle tensioni legate alla guerra a Gaza.

Minns ha respinto l’idea che la misura sia un bavaglio politico. Ha detto che non è pensata per colpire studenti o personale palestinese, né per impedire l’espressione di identità culturali o la preoccupazione per i civili. “Non è un attacco alla libertà di parola”, ha insistito.

Sul fronte politico, l’opposizione ha annunciato l’intenzione di presentare un disegno di legge per definire l’antisemitismo, adottando la definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance. Il governo sostiene invece che la nuova formulazione nel codice di condotta, legata alla soglia legale di incitamento o vilificazione, sia sufficiente per intervenire in modo coerente.