SYDNEY - La caccia all’uomo nell’ovest del New South Wales entra nella seconda settimana e lascia dietro di sé una scia di nervosismo, sospetti e paura.

Julian Ingram, 37 anni, è ancora in fuga accusato di aver ucciso a colpi d’arma da fuoco tre persone a Lake Cargelligo, tra cui la sua ex compagna incinta, Sophie Quinn. I fatti risalgono a giovedì pomeriggio, e da allora la regione vive in uno stato di allerta costante.

A Lake Cargelligo, un centro di circa mille abitanti, la presenza della polizia è diventata massiccia e continua. Pattuglie, controlli e ricerche nella boscaglia hanno trasformato il ritmo quotidiano del paese. “Tutti sono tesi finché il sospettato resta in libertà”, ha detto il sindaco della Lachlan Shire, John Medcalf, spiegando che molte persone evitano perfino di uscire di casa. L’impatto psicologico, in comunità piccole e abituate a una routine tranquilla, è immediato.

Le autorità hanno cercato di rassicurare i residenti, chiedendo però attenzione e prudenza. In un messaggio sui social, la Central West Police ha invitato la popolazione a non allarmarsi per l’aumento del numero degli agenti, ma a restare vigile. Un equilibrio difficile: più uomini e mezzi sul territorio possono far sentire protetti, ma ricordano anche che la minaccia non è stata neutralizzata.

Il senso di inquietudine si è esteso oltre il luogo del delitto. Anche a circa cento chilometri dall’ultimo avvistamento noto di Ingram, nella minuscola Mount Hope, la tensione è palpabile. Il sindaco di Cobar, Jarrod Marsden, ha raccontato che nella notte ogni rumore viene interpretato come un segnale. “Ogni piccolo suono nel buio fa pensare al peggio”, ha detto, aggiungendo di aver ricevuto una telefonata alle due del mattino dalla figlia, convinta di aver sentito uno sparo.

Secondo Vincent Hurley, ex poliziotto con trent’anni di esperienza e oggi docente di criminologia, la situazione è resa più delicata dalla possibilità che il sospettato abbia accesso ad armi letali, anche per via del suo lavoro come giardiniere comunale. Nelle proprietà isolate, ha spiegato, il rischio percepito cresce perché i tempi di intervento dei soccorsi possono essere lunghi. Tuttavia, la natura mirata degli omicidi contestati potrebbe ridurre il timore di attacchi casuali.

Le condizioni ambientali non aiutano. Da tre giorni le temperature diurne raggiungono i 47 gradi e non dovrebbero scendere sotto i 40 fino a lunedì. Hurley ritiene possibile che la ricerca possa durare settimane, ma dubita che Ingram possa sopravvivere così a lungo nel bush.

Intanto la polizia utilizza anche droni a pilotaggio remoto per rastrellare ampie porzioni di territorio senza esporre agenti a rischi inutili. In una regione aperta e bruciata dal caldo, la caccia continua, mentre i paesi aspettano la fine dell’incubo.