WELLINGTON - Le squadre di emergenza neozelandesi continuano senza sosta le ricerche delle persone disperse dopo una frana che ha colpito un affollato campeggio a Mount Maunganui, sull’Isola del Nord, in seguito a piogge torrenziali che hanno messo in ginocchio vaste aree del Paese.
Lo smottamento si è verificato intorno alle 9.30 di ieri mattina lungo la costa orientale, quando una massa di terra, fango e detriti si è staccata da un pendio sovrastante, travolgendo roulotte, veicoli ricreazionali e almeno una struttura all’interno del campeggio. Secondo la polizia, fino a nove persone potrebbero risultare disperse, tra cui anche dei bambini. Tra i presenti c’erano famiglie in vacanza in concomitanza della pausa estiva scolastica.
Le immagini diffuse dai media locali mostrano mezzi schiacciati e tende sepolte dal materiale franoso. Le operazioni di ricerca e soccorso sono proseguite per tutta la notte, ma senza risultati concreti. Il sindaco della zona, Mahe Drysdale, ha parlato di una situazione emotivamente molto difficile per i familiari dei dispersi. “L’incertezza su dove si trovino e su quando potremo avere risposte è devastante”, ha detto ospite di Radio New Zealand, sottolineando che l’area resta instabile e pericolosa.
Il ministro per la Gestione delle Emergenze e la Ripresa, Mark Mitchell, ha confermato che l’ambiente operativo è complesso e rischioso. Le autorità stanno anche verificando se alcune persone possano aver lasciato il campeggio autonomamente senza avvisare, nel tentativo di ridurre il numero dei potenziali dispersi.
La frana di Mount Maunganui è solo l’ultimo episodio di una settimana segnata da condizioni meteorologiche estreme. Le piogge intense hanno colpito gran parte della costa orientale dell’Isola del Nord, causando allagamenti, frane e interruzioni delle comunicazioni. Giovedì, due persone hanno perso la vita in uno smottamento nella vicina Papamoa, mentre il giorno prima un uomo è stato trascinato via con la sua auto da un fiume in piena a nord di Auckland.
Diverse strade restano chiuse nelle aree più colpite, isolando intere comunità. Nella regione di Tairawhiti, la protezione civile ha avvertito i residenti di non attraversare a piedi le frane per raggiungere i centri di assistenza, a causa del rischio di nuovi cedimenti.
Il primo ministro Christopher Luxon ha visitato alcune delle zone alluvionate, ringraziando i soccorritori e ribadendo il sostegno del governo alle comunità colpite mentre l’emergenza continua.