TEHERAN - Il conflitto tra l’asse Usa-Israele e la Repubblica Islamica entra in una fase di espansione incontrollata. Mentre la Fase 2 dell’operazione “Furia Epica” martella il cuore dell’Iran, Teheran risponde colpendo obiettivi strategici in tutto il Medio Oriente e lambendo i confini del Caucaso.
Israele ha lanciato oggi una vasta ondata di attacchi aerei puntando direttamente alle infrastrutture del regime. Esplosioni sono state confermate nella zona occidentale di Teheran, nelle sue periferie e nella città industriale di Karaj.
L’Idf (Forze di difesa israeliane) hanno rivelato numeri impressionanti: da sabato sono state sganciate oltre 5.000 bombe. Secondo i comandi militari israeliani, l’operazione durerà almeno altre due settimane, con migliaia di nuovi obiettivi già individuati.
La Francia ha ufficialmente autorizzato l’uso di alcune sue basi in Medio Oriente per facilitare le operazioni degli aerei statunitensi. Lo Stato maggiore francese ha, però, precisato di aver “autorizzato temporaneamente” aerei di supporto statunitensi nella base aerea di Istres in Francia, e non in basi francesi in Medio Oriente.
Non si tratta di aerei da combattimento, ma di aerei di supporto, chiarisce lo Stato maggiore, secondo cui sono accettati in una procedura di routine nell’ambito della Nato. “Tuttavia, tenuto conto del contesto, la Francia ha richiesto che i mezzi in questione non partecipino in alcun modo alle operazioni condotte dagli Stati Uniti in Iran, ma siano strettamente destinati al supporto della difesa dei nostri partner nella regione”, precisa lo Stato maggiore.
Nonostante la pressione aerea, l’Iran continua a colpire i vicini regionali. Una petroliera Usa è stata centrata da una “grande esplosione” al largo delle coste del Kuwait. Il vascello è attualmente in fiamme.
Due droni iraniani hanno colpito l’enclave azera di Nakhchivan, centrando l’aeroporto. Il governo di Baku ha reagito duramente, riservandosi il diritto di adottare contromisure militari. Forti esplosioni sono state segnalate a Doha, confermando che il Qatar è sotto il tiro diretto dei droni di Teheran.
Nelle ultime ore è scoppiato un caso diplomatico riguardante un presunto fronte di terra. Jennifer Griffin di Fox News, citando fonti governative americane, ha riferito che migliaia di combattenti curdi iracheni avrebbero lanciato un’offensiva terrestre oltre il confine iraniano.
Aziz Ahmad, vicecapo di gabinetto del primo ministro del Kurdistan iracheno, ha smentito categoricamente: “Nessun curdo ha attraversato il confine. Questa notizia è palesemente falsa”.
La posizione del Pentagono è stata chiarita dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth cghe ha precisato che l’esercito statunitense non sta armando un’insurrezione interna, pur lasciando intendere, con una frase ambigua, che “altre parti del governo Usa” (riferendosi potenzialmente ai servizi di intelligence) potrebbero essere coinvolte in operazioni non convenzionali.
Per ritorsione, Teheran ha già lanciato un attacco missilistico contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno.