PARIGI – Sono state 105mila le persone che hanno sfilato a Parigi nel quadro della grande marcia contro l’antisemitismo, secondo quanto riferito dalla prefettura di polizia di Parigi. Presenti alla marcia anche la premier, Elisabeth Borne e buona parte della classe politica francese, inclusa la premier Elisabeth Borne, gli ex presidenti Nicolas Sarkozy e Francois Hollande e buona parte del mondo politico schierato in modo bipartisan contro il risveglio di un mostro del passato.

Nonostante le polemiche e i distinguo dei giorni scorsi, era presente in piazza anche il Rassemblement National di Marine Le Pen, mentre la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon ha boicottato l’iniziativa, promossa dai presidenti di Camera e Senato, Yael Braun-Pivet e Gérard Larcher.

Dietro lo striscione “Pour la République, contre l’antisémitisme” (Per la Repubblica, contro l’antisemitismo), parola d’ordine del corteo, una marea di persone ha camminato dall’Esplanade des Invalides, vicino all’Assemblea Nazionale, per raggiungere il Senato, lungo il Boulevard Saint-Germain. Tra gli slogan scanditi lungo la marcia parigina “Nulla giustifica l’odio”, “Faites l’amour, pas la haine” (“Fate l’amore, non odiate”), ma anche tanti applausi spontanei e inni della Marsigliese.  

“Una Francia in cui i nostri connazionali ebrei hanno paura non è la Francia. Una Francia in cui dei francesi hanno paura a causa della propria religione o della propria origine non è la Francia. Nessuna tolleranza per l’intollerabile”: ha scritto il presidente francese, Emmanuel Macron, in un messaggio pubblicato su X nel giorno della grande marcia civica contro l’antisemitismo.

Dal 7 ottobre la Francia deve far fronte ad un boom senza precedenti di atti antisemiti: 1.247 in appena un mese contro i 436 di tutto il 2022.

Quella di domenica risulta essere stata la più grande mobilitazione contro l’antisemitismo mai vista Oltralpe dalla marcia di protesta contro la profanazione di un cimitero ebraico a Carpentras, nel 1990, e in molti parlano di “giornata storica”. “Dinanzi all’antisemitismo, il peggio per gli ebrei è sentirsi soli. Con questa mobilitazione, oggi è crollato un muro”, ha commentato il presidente del consiglio rappresentativo degli ebrei di Francia, Yonathan Arfi, “rassicurato dall’idea che ci sia gente in Francia che ha compreso ciò che sta accadendo: questi atti antisemiti non minacciano solo gli ebrei ma l’intera società”. Unico rammarico, per Arfi, l’assenza di Macron dal corteo che “avrebbe reso questo evento ancora più storico”.

Manifestazioni simili si sono tenute in oltre settanta città della République, tra cui Marsiglia, Strasburgo, Grenoble, Bordeaux, Nizza, Lione, Nantes e La Rochelle.