PERTH - David James Pye, 43 anni, saprà in giornata quale sarà il suo destino giudiziario.
L’uomo, figura nota negli ambienti della criminalità organizzata, è accusato di aver ordinato l’omicidio del boss dei Rebels Nick Martin, ucciso nel dicembre 2020 al Perth Motorplex durante un evento pubblico.
Secondo l’accusa, Pye avrebbe ingaggiato un ex riservista dell’esercito — che non può essere nominato per ragioni legali — promettendogli 100mila dollari per compiere l’agguato in stile cecchino. Il killer, che ha già ammesso l’omicidio e sta scontando una pena di 20 anni di carcere, avrebbe sparato con un fucile calibro .308 da oltre 300 metri di distanza mentre Martin si trovava nell’area spettatori insieme ai familiari.
Il proiettile ha attraversato il corpo della vittima ed è fuoriuscito dalla schiena, colpendo al braccio un altro uomo e ferendolo gravemente. L’episodio ha scosso il mondo delle bande motociclistiche e l’opinione pubblica per la modalità e il luogo dell’esecuzione.
La procura sostiene che l’omicidio sia maturato dopo la rottura tra i due, un tempo alleati, quando Pye avrebbe lasciato i Rebels per unirsi ai Comancheros. Dopo l’attacco, il presunto sicario avrebbe ricevuto da Pye un messaggio composto da due emoji di bara e un applauso, accompagnato dalle parole: “Uno morto, uno grave”.
In aula, il killer ha testimoniato di essersi recato a casa di Pye dopo l’omicidio, dove avrebbe trovato in una borsa della spesa Woolworths solo metà del compenso pattuito. Alla richiesta del saldo, Pye avrebbe risposto che “l’altra persona non ha messo la sua parte”.
Il processo si è svolto senza giuria davanti alla Corte Suprema del Western Australia, dopo che Pye si è dichiarato non colpevole di sei capi d’imputazione, incluso l’omicidio. Durante il dibattimento, il cecchino ha definito Pye “la persona più losca che conoscessi” e ha affermato che l’imputato voleva “riempire di buchi” Martin. Ha anche descritto l’assassinio come un “servizio alla comunità”, attribuendo tale giudizio al proprio stato mentale dell’epoca.
La difesa, guidata da David Hallowes, ha sostenuto che il killer sia inattendibile e che Pye non abbia mai richiesto l’omicidio. L’accusa ha inoltre affermato che Pye avrebbe offerto denaro allo stesso uomo per uccidere un’ex compagna e un altro bikie, piani che non si sarebbero concretizzati.
Il giudice Joseph McGrath pronuncerà il verdetto, chiudendo uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni nella criminalità organizzata del Western Australia.