PARIGI - Anche la capitale francese si unisce alle celebrazioni internazionali per l’80° Anniversario della Liberazione con una Journée d’Études dedicata alla memoria della Resistenza.
L’evento, organizzato dall’Université Sorbonne Nouvelle e dall’Université Paris 8, sotto l’egida della Société des italianistes de l'Enseignement Supérieur (SIES), in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e l’ANPI Parigi, si terrà il 25 aprile alla Maison de l’Italie. Qui, studiosi, storici e letterati analizzeranno il significato della Resistenza in Italia, Francia, Spagna e Portogallo, riflettendo sulla sua eredità culturale e politica.
Ogni anno, il 25 aprile rappresenta un momento di riflessione e celebrazione in numerosi paesi europei - In Italia, la giornata è festa nazionale. Fu proprio il 25 aprile del 1945 che le forze partigiane liberarono Milano e Torino, segnando la fine dell’occupazione nazifascista. Da allora, questa data è diventata il simbolo della lotta per la libertà e della nascita della Repubblica Italiana.
Ma la Resistenza non fu solo un fenomeno italiano: in Francia, la lotta contro il regime collaborazionista di Vichy e l’occupazione nazista fu guidata dalla Résistance française, i cui protagonisti, come Jean Moulin, divennero icone della lotta per la libertà. In Spagna, la resistenza antifranchista proseguì anche dopo la fine della guerra civile, mentre in Portogallo il 25 aprile 1974 segnò la Rivoluzione dei Garofani, che pose fine alla dittatura salazarista.
A Parigi, la Journée d’Études offrirà una prospettiva ampia sul significato della Resistenza, ponendo al centro il dialogo tra storia, letteratura e memoria collettiva. La giornata si articolerà in tre sessioni: la storiografia italiana sulla Resistenza, con interventi di storici come Santo Peli e Patrizia Gabrielli, che esploreranno il ruolo della memoria e il contributo delle donne alla lotta partigiana; la letteratura della Resistenza, con analisi di opere di autori come Luigi Meneghello, Elio Vittorini e Beppe Fenoglio, in una riflessione sul rapporto tra testimonianza e narrazione letteraria; infine, una tavola rotonda su storia e memoria della Resistenza in Europa, con studiosi internazionali che confronteranno le esperienze di Italia, Francia, Spagna e Portogallo.
L’evento - il primo dei tre appuntamenti organizzati dalla Sezione di Parigi in occasione del fine settimana della Liberazione - non sarà solo un’occasione per discutere il passato, ma anche per riflettere su come il concetto di Resistenza sia stato reinterpretato nelle epoche successive, dalla Guerra Fredda ai giorni nostri, e su come il dibattito storiografico abbia messo in luce nuove prospettive su questi eventi.
L’iniziativa parigina si inserisce in una cornice più ampia di eventi che, nel 2025, celebreranno gli 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In Italia, come ogni anno, si terranno manifestazioni ufficiali, cortei e incontri nelle scuole per trasmettere alle nuove generazioni il valore della libertà conquistata. Anche in Francia e in Germania sono previste iniziative analoghe, con un focus sulla riconciliazione e sul ruolo della Resistenza nella costruzione dell’Europa democratica.
A ottant’anni di distanza, la memoria della Resistenza resta un patrimonio fondamentale, da proteggere e reinterpretare alla luce delle sfide del presente, un riferimento per i diritti civili e democratici odierni. La difesa della libertà e della giustizia sociale, il contrasto a ogni forma di oppressione e l’impegno attivo per una società più equa rappresentano oggi le nuove forme di resistenza civile.
In questo senso, la giornata di studi di Parigi sarà un’occasione preziosa per riaffermare l’attualità di quei valori e interrogarsi sul loro significato nel XXI secolo, stimolando un dialogo tra passato e presente e contribuendo a una maggiore consapevolezza storica e civile delle nuove generazioni.