CANBERRA - Ottanta candeline spente circondato dall’affetto della famiglia e degli amici più cari. Giovanni Di Zillo ha celebrato nei giorni scorsi il suo compleanno all’East Hotel della Capitale con una festa intima ma carica d’emozione. La nostra collaboratrice Yvette Alberti, presente alla celebrazione, racconta di una giornata piena d’allegria in cui il festeggiato ha voluto condividere le riflessioni di una vita attraverso una lettera commovente letta davanti ai suoi cari.

“Non c’era musica, solo chiacchiere e risate - ricorda un’amica -. Giovanni ha letto la sua lettera davanti a tutti. È stato un momento molto intimo e commovente”.

Nato il 24 gennaio 1946 in una zona isolata dell’Adriatico, al casello ferroviario 425 tra Petacciato, Montenero di Bisaccia e Vasto, al confine tra Molise e Abruzzo, Di Zillo ha trascorso i primi vent’anni della sua vita in provincia di Teramo, in un’area tranquilla dell’Italia centrale.

L’Australia è entrata nella sua vita grazie a suo cugino Pasquale Macarlino, che venne a fargli visita e lo invogliò a trasferirsi dall’altra parte del mondo. “Arrivai in Australia nel novembre 1966”, racconta nella sua lettera. Pochi anni dopo, nel 1970, incontrò Raffaelina, la donna che sarebbe diventata sua moglie. “Mi innamorai in fretta, come si dice il ferro va battuto a caldo,” scrive con affetto. Si sposarono alla Cattedrale di Manuka.

Dopo il matrimonio, la coppia tornò in Italia nel 1971. Ma dopo 16 anni, nel novembre 1986, decisero di rientrare in Australia “per un futuro migliore”, questa volta con due figli, Luca e Gessica. Oggi, quei bambini gli hanno regalato cinque nipoti, “la luce dei miei occhi”, come li definisce Giovanni.

Il momento più toccante della giornata è stato quando Giovanni si è rivolto alla moglie Raffaelina, con cui condivide ormai 55 anni di vita insieme. “La sua presenza per me è stata molto importante nella mia vita - ha detto citando un famoso poeta abruzzese -. Non rimpiango il tempo passato insieme, lo rifarei di nuovo se ci dovesse essere un’altra occasione. Ti voglio bene, non avrei potuto farcela senza di te, per questo ti amerò due volte nella vita... ora e per sempre”.

Un altro momento particolarmente emozionante è stato dedicato alla sorella Angela, che all’età di oltre 85 anni ha attraversato “metà del continente, 20.000 chilometri” per essere presente alla festa. “Aggiungo la presenza di una persona molto speciale, una persona a cui voglio un bene inestimabile - ha detto Giovanni con la voce rotta dall’emozione -. Dedico questo giorno alla mia cara sorella Angela, un giorno memorabile che rimarrà per sempre nel mio cuore.”

Giovanni ha anche ringraziato le persone venute appositamente da Sydney per festeggiare con lui, dimostrando quanto sia ampia la rete di affetti che ha costruito negli anni in Australia.

Il suo impegno nella comunità italo-australiana si è concretizzato nel ruolo di presidente di Casa d’Abruzzo a Canberra, dove ha lavorato per mantenere vive le tradizioni della regione d’origine. Un impegno, che gli è valso, tra gli altri riconoscimenti, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.

Nella sua lettera Giovanni ha espresso gratitudine per tutti i presenti: “Carissimi, oggi con orgoglio e grande soddisfazione desidero esprimere la mia gratitudine per il vostro affetto. Il vostro sorriso e la vostra allegria rendono quest’atmosfera davvero magica”.

Un ringraziamento speciale è andato anche all’East Hotel per la bella sala e al servizio impeccabile dello staff professionale, e a un caro amico, lo chef Francesco Balestrieri.

Una festa elegante e ricca di significato, proprio come la vita di Giovanni Di Zillo, tessuta tra due continenti, arricchita dall’amore per la famiglia e dall’impegno nella comunità italo-australiana. Dal casello ferroviario 425 sul mare Adriatico alla capitale australiana: il viaggio di una vita che oggi celebra i suoi primi 80 anni.