ROMA - Ha aspettato che l’uomo che aveva pestato a morte suo figlio uscisse dal carcere e gli ha sparato un colpo di pistola, uccidendolo. L’episodio è avvenuto nei giardini di piazza della Repubblica, nel centro di Rocca di Papa, ai Castelli Romani.
A perdere la vita è stato Franco Lollobrigida, 35 anni, colpito da Guglielmo Palozzi, padre sessantunenne di Giuliano, morto nel 2021 dopo essere stato aggredito per un debito di droga dalla vittima.
I carabinieri della stazione di Rocca di Papa, coordinati dalla Procura di Velletri, hanno fermato Palozzi, accusato dell’omicidio. Al vaglio le motivazioni, ma secondo quanto si apprende, l’ipotesi prevalente è quella della vendetta.
Giuliano Palozzi, manovale residente a Rocca di Papa, dove era molto conosciuto, era morto dopo cinque mesi di coma al Policlinico Umberto I di Roma, l’11 giugno 2020. Da quando era stato pestato in strada, non si era mai più risvegliato.
L’aggressione risaliva alla notte del 27 gennaio precedente, quando Giuliano Palozzi e il suo aggressore si erano incontrati in via Frascati. Secondo quanto emerso dalle indagini, tra i due sarebbe nata una discussione animata per un debito, al termine della quale Franco Lollobrigida, già con precedenti penali, lo avrebbe aggredito brutalmente, prendendolo a calci e pugni fino a lasciarlo a terra svenuto, provocandogli un ematoma alla testa che rese necessario un delicato, ma inutile, intervento chirurgico.
I carabinieri di Rocca di Papa avevano arrestato Lollobrigida dopo poche ore, con l’accusa di tentato omicidio, e lo avevano portato in carcere.
Dopo la morte di Palozzi, il reato era stato riqualificato in omicidio preterintenzionale, ed era stato condannato in appello a dieci anni di reclusione.