ROMA - Le autorità giudiziarie che indagano sul caso Paragon hanno effettuato un accesso negli uffici dell’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna. Lo comunicano in una nota congiunta le procure di Roma e Napoli, che coordinano l’indagine con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e procedono contro ignoti per accesso abusivo a sistema informatico e intercettazione illecita di comunicazioni.
L’accesso, avvenuto ai sensi dell’articolo 256-bis del codice di procedura penale, è stato disposto dopo la relazione del Copasir sull’uso dello spyware Graphite da parte dei servizi di informazione, approvata il 4 giugno 2025.
Dagli accertamenti preliminari era emerso che l’Aisi aveva utilizzato il software, con autorizzazione di legge, nei confronti degli attivisti di Mediterranea Giuseppe Caccia e Luca Casarini. Gli inquirenti hanno quindi verificato se lo stesso sistema fosse stato usato anche contro il giornalista Francesco Cancellato.
Tuttavia, allo stato non emergono elementi che colleghino l’attività di intercettazione sul telefono del giornalista e direttore di Fanpage ai sistemi utilizzati dall’Aisi.
Le denunce erano state presentate dopo le notifiche ricevute dalla società Meta, proprietaria di WhatsApp, con cui gli utenti venivano informati della possibile compromissione dei loro dispositivi.
La consulenza tecnica collegiale depositata nel febbraio scorso ha poi individuato anomalie nei database WhatsApp dei tre telefoni, consistenti in interazioni compatibili con il funzionamento dello spyware Graphite, prodotto dalla società Paragon.
Gli esperti hanno inoltre indicato che la possibile compromissione dei dispositivi risalirebbe alle prime ore del 14 dicembre 2024, e il fatto che i tre attacchi siano avvenuti nella stessa notte suggerisce che possano far parte di un’unica campagna di infezione informatica.