PARANÁ - L'identità di una comunità si costruisce anche attraverso lo sguardo, la sensibilità e la determinazione delle donne.  

È nel segno di una presenza femminile viva e attiva che la comunità di Paraná ha celebrato, ieri 5 febbraio, la messa in onore di Santa Agata, figura emblematica di una femminilità capace di resistere e che – come ha ricordato nella sua lettera ai fedeli argentini monsignor Luigi Renna, arcivescovo metropolitano di Catania – affonda le radici nel rispetto della persona e “nella dignità inviolabile dell’essere umano”. 

Vergine e martire, patrona di Catania, Santa Agata incarna ancora oggi una forza che non è fragilità, ma coraggio e dignità, valori che continuano a parlare alle donne di ogni tempo.  

Non a caso, la celebrazione nella cattedrale di Paraná Nuestra Señora del Rosario è stata voluta e organizzata da Rosa Vaccaluzzo e Olga Chicco, due donne della comunità italo-argentina locale, discendenti di famiglie siciliane, che attraverso questo gesto hanno riaffermato il ruolo centrale delle donne nella trasmissione delle tradizioni e delle radici culturali. 

Santa Agata è venerata come patrona delle infermiere, delle donne, delle pazienti affette da tumore al seno, delle nutrici... A lei ci si rivolge come protettrice contro le malattie del seno, ma anche contro incendi ed eruzioni vulcaniche. 

Durante l’omelia, il sacerdote ha sottolineato non solo le vicende della vita e del martirio della santa, ma soprattutto i valori che la hanno contraddistinto: la fede incondizionata e la forza interiore nel fronteggiare i mali del mondo e le violenze subite a causa delle suo credo. 

“È stata davvero un’omelia molto sentita – ha raccontato Rosa Vaccaluzzo –. Nonostante i secoli che ci separano dal tempo in cui visse Santa Agata, i fedeli si sono profondamente immedesimati nella sua storia di vita e di sofferenza. La cattedrale era gremita di devoti e questo ci rende orgogliosi, come membri della comunità della cattedrale e dell’Associazione Famiglie Siciliane di Paraná, di aver potuto celebrare e vivere insieme questo momento”. 

Anche Olga Chicco ha voluto evidenziare alcuni passaggi significativi della celebrazione, in particolare il momento della lettura dei salmi, al quale hanno partecipato ragazzi e giovani della parrocchia, sottolineando il coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita religiosa e comunitaria. 

Durante la cerimonia, il parroco ha inoltre dato lettura di una lettera inviata, da Cartania, da monsignor Luigi Renna, indirizzata ai fedeli argentini.  

Nel suo messaggio, l’arcivescovo ha condiviso la devozione per Santa Agata anche a distanza, ricordando come la santa sia parte inscindibile dell’identità della città. Ha poi annunciato che il 2026 è un anno speciale per Catania, in vista delle celebrazioni per i novecento anni dal ritorno delle reliquie di Santa Agata da Costantinopoli, sottolineando il valore della libertà religiosa e della fortezza morale, virtù incarnate dalla giovane martire.  

“Fu arrestata perché professava una fede altra rispetta a quello ufficiale, e fu torturata per piegare la sua libertà. Si può uccidere una persona perché non la pensa come noi o discriminarla negandone i diritti?”, ha sottolineato. 

Un messaggio che ha invitato la comunità argentina a essere testimone di fede, rispetto e coerenza cristiana nel mondo di oggi: “Sant’Agata ci richiama al rispetto della persona, alla sua dignità inviolabile”. 

Continua Renna: “Ci insegna anche la virtù della fortezza, cristiana e laica, che si oppone alle ‘vane lusinghe’, come canta l’inno popolare, e a un tiranno crudele: si oppone, non solo nel processo che subisce, ma nella coerenza di tutta la sua giovane vita. Quante minacce oggi per una vita giusta e trasparente.” 

Il mesaggio dell’arcivescovo si è concluso con un invito alla riflessione sulla convivenza pacifica. “Ecco il ‘cantiere’ per cui dobbiamo lavorare ogni giorno perché, nel rispetto dei diritti che a sant’Agata furono negati e nella forza della coerenza che per lei fu la fede cristiana, e per ogni uomo di buona volontà è ciò che rispecchia il bene che Dio Padre vuole per l’umanità, attorno al suo corpo, si costruisca una città coesa, civile, fraterna”.