MOSCA - Russia e Ucraina si preparano a una pausa temporanea dei combattimenti in occasione della Pasqua ortodossa.

Il Cremlino ha annunciato un cessate il fuoco di due giorni, invitando Kiev ad aderire alla sospensione delle ostilità. La tregua dovrebbe entrare in vigore dalle 16 dell’11 aprile fino alla fine del 12 aprile.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che il suo Paese agirà in linea con la proposta, ribadendo che Kiev ha più volte espresso disponibilità a misure reciproche. “Le persone hanno bisogno di una Pasqua senza minacce e di un passo concreto verso la pace”, ha dichiarato, lasciando intendere che la responsabilità della prosecuzione o meno delle ostilità ricadrà sulle scelte russe.

La pausa si inserisce in un conflitto che dura da oltre quattro anni e che continua a registrare combattimenti intensi su diversi fronti. Nonostante la tregua annunciata, resta incerto se entrambe le parti rispetteranno pienamente lo stop alle operazioni.

Parallelamente all’annuncio del cessate il fuoco, Mosca e Kiev hanno effettuato uno scambio di salme di soldati caduti. Secondo fonti russe, l’Ucraina ha ricevuto i corpi di circa mille militari, mentre la Russia ha ottenuto la restituzione di 41 caduti. Le autorità ucraine hanno confermato l’operazione, ringraziando il Comitato Internazionale della Croce Rossa per il coinvolgimento.

Le salme saranno ora sottoposte a verifiche forensi per l’identificazione, prima di essere restituite alle famiglie per la sepoltura. Questo tipo di scambio avviene con una certa regolarità nel corso del conflitto, ma i numeri evidenziano una forte disparità.

Secondo dati ufficiali, l’Ucraina ha ricevuto oltre 15mila corpi di soldati nell’ultimo anno, mentre la Russia ne ha recuperati molti meno. La differenza è legata anche alla dinamica sul campo: l’avanzata graduale delle forze russe rende più difficile per Kiev recuperare i propri caduti in alcune aree.

La tregua pasquale rappresenta quindi un momento limitato di sospensione in un contesto ancora segnato da combattimenti continui. Non è la prima volta che pause temporanee vengono annunciate in coincidenza con festività religiose o iniziative umanitarie, ma finora non hanno prodotto effetti duraturi.

Il cessate il fuoco di due giorni offre uno spazio minimo per ridurre la pressione sul terreno, ma non modifica il quadro generale. La possibilità che la pausa si traduca in un avvio di negoziati più ampi resta, al momento, incerta.