SYDNEY - Il taglio delle accise sui carburanti ha iniziato a produrre i primi effetti, ma non abbastanza rapidamente da evitare un’ondata di rinunce e ridimensionamenti nei viaggi pasquali degli australiani.
Il governo federale ha dimezzato temporaneamente la tassa sui carburanti, riducendo il prezzo all’ingrosso di 26,3 centesimi al litro per contenere l’impatto economico della guerra nel Medio Oriente.
I primi dati indicano un calo dei prezzi: nel New South Wales, la benzina E10 è scesa in media di oltre 14 centesimi al litro nel primo giorno di applicazione della misura, mentre la nafta ha registrato una riduzione più contenuta, attorno ai 6 centesimi.
Nonostante questo, molte famiglie hanno già modificato i propri programmi. Secondo il Tourism and Transport Forum, il 41 per cento degli australiani ha cancellato o ridotto i viaggi di Pasqua nelle settimane precedenti, quando i prezzi erano ai massimi e le prospettive restavano incerte.
Il problema principale è il ritardo nella trasmissione dei benefici. Le stazioni di servizio devono esaurire le scorte acquistate a prezzi più elevati prima di poter vendere carburante più economico. Nelle aree urbane questo processo può richiedere pochi giorni, ma nelle zone regionali può estendersi fino a due settimane o più.
“Solo quando entreranno nuove forniture, lo sconto sarà visibile alla pompa”, ha spiegato il portavoce di NRMA Peter Khoury.
Nel frattempo, le autorità cercano di garantire che i ribassi vengano effettivamente trasferiti ai consumatori. Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha assicurato che l’autorità garante della concorrenza vigilerà sul comportamento degli operatori.
Nel Northern Territory, il governo ha attivato una legge risalente al 1949 per obbligare i rivenditori a rendere pubbliche le proprie strutture di costo, con la possibilità di intervenire in caso di pratiche scorrette.
Resta però il limite strutturale del sistema: non esiste una normativa specifica contro i rincari eccessivi. L’ex presidente dell’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) Allan Fels ha ricordato che la pressione pubblica resta lo strumento principale per spingere le aziende a comportamenti corretti.
Intanto si discute di ulteriori misure, come una riduzione della GST sui carburanti o l’utilizzo delle maggiori entrate fiscali per aiuti diretti. Ma su questo punto manca ancora un accordo tra gli Stati.
Il risultato è un quadro in cui i prezzi iniziano a scendere, ma troppo lentamente per incidere subito sulle scelte delle famiglie. Per molti, le vacanze di Pasqua restano ridimensionate.