ADELAIDE - Il ministro della Giustizia del South Australia Kyam Maher ha presentato un’istanza alla Corte Suprema per chiedere la detenzione a tempo indeterminato dell’ex magistrato e condannato per abusi su minori Peter Liddy, nonostante la sua pena sia prossima alla scadenza.
Liddy, figura tristemente nota nella cronaca giudiziaria australiana, fu condannato nel 2001 a 25 anni di carcere, con un periodo minimo di 18 anni senza possibilità di libertà condizionale, per abusi sessuali perpetrati tra il 1983 e il 1986 ai danni di minori presso il Brighton Surf Life Saving Club. La sua pena terminerà a giugno di quest’anno.
Dal luglio 2019 Liddy è formalmente idoneo a richiedere la libertà condizionale, ma ogni istanza presentata finora è stata respinta. Mercoledì scorso, Maher ha confermato di aver depositato presso la Corte Suprema una richiesta di detenzione indefinita.
“Peter Liddy è stato condannato per crimini efferati contro bambini innocenti”, ha dichiarato Maher.
“Stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere per rendere il South Australia il più sicuro possibile, garantendo il massimo livello di monitoraggio, o la detenzione a tempo indeterminato per un individuo così pericoloso.”
Oltre alla richiesta di detenzione senza termine, Maher ha domandato anche un ordine di supervisione estesa, che imporrebbe “condizioni molto rigide” qualora Liddy dovesse essere rilasciato.
“La nostra priorità assoluta è la sicurezza della comunità e dei bambini”, ha sottolineato, spiegando che spetterà ora al tribunale stabilire, sulla base di perizie mediche specialistiche, se Liddy sia in grado e disposto a controllare i propri impulsi sessuali. Due relazioni di esperti saranno presentate prima della decisione finale.
Sulla stessa linea la presidente del South Australian Parole Board, Frances Nelson, che ha ricordato come l’organo abbia “sempre rifiutato” la concessione della libertà condizionale all’ex magistrato: “Anche se è anziano, non ci sentiamo sicuri che non rappresenti ancora un rischio per la comunità”, ha affermato.
Nelson ha inoltre evidenziato come Liddy continui a proclamarsi innocente, circostanza a cui “ha diritto”, ma ha aggiunto che non avrebbe mostrato “assolutamente” alcun segno di rimorso. “Tende a colpevolizzare le vittime, non dimostra empatia”, ha dichiarato.
La decisione ora passa alla Corte Suprema, chiamata a valutare se la tutela della collettività imponga una misura straordinaria come la detenzione a tempo indeterminato, in un caso che da anni scuote profondamente l’opinione pubblica australiana.