SYDNEY - Per un numero crescente di giovani australiani, la sicurezza economica passa dagli investimenti e non più dalla proprietà immobiliare. Secondo il nuovo Ambition Report pubblicato dalla piattaforma di investimento Stake, sette Millennials e Gen Z su dieci ritengono che possedere asset sia più importante del progresso professionale, e risultano il 25% più inclini a investire rispetto alle generazioni precedenti.

Il fondatore e amministratore delegato di Stake, Matt Leibowitz, ha spiegato che “il mercato immobiliare è diventato un treno fuori controllo” e che per molti giovani “il rapporto tra salario e costo del mutuo è ormai insostenibile”.

Lo studio, condotto su oltre duemila australiani, mostra che circa la metà degli intervistati - tra Millennials, Gen Z e Gen X - ritiene che i propri salari non tengano il passo con l’aumento del costo della vita. Di fronte a un mercato immobiliare sempre più inaccessibile, l’interesse si sposta verso la Borsa, in particolare quella statunitense. Dal 2017, anno di nascita di Stake, la quota di australiani che investono direttamente negli Stati Uniti è passata dal 3% a circa il 25%.

Gli investitori della piattaforma si dividono oggi in modo quasi equilibrato tra il mercato australiano (ASX) e quello americano. Tra i titoli più acquistati figurano Fortescue, BHP e Droneshield per l’Australia, e Nvidia, Tesla e Palantir per Wall Street.

Nonostante la crescita dell’interesse per gli investimenti, quasi un australiano su due continua a non operare al di fuori del proprio fondo pensione (superannuation). Il 56% di questi sostiene di non avere risorse sufficienti, anche tra chi percepisce redditi superiori a 150mila dollari l’anno.

Per Leibowitz, la difficoltà principale non è solo economica ma psicologica: “Chi inizia a investire si sente presto più sicuro; la sfida è superare la barriera dell’ingresso”.

L’analista di Morningstar Simonelle Mody ha avvertito che mantenere i risparmi in conti deposito può comportare perdite reali: “Con un tasso medio del 2,7%, i conti non battono l’inflazione e fanno perdere potere d’acquisto nel tempo.”

Leibowitz ha infine auspicato un cambiamento culturale di lungo periodo, sostenendo la necessità di introdurre l’educazione finanziaria nelle scuole: “È una delle principali fonti di stress per gli adulti. Bisogna imparare a gestire il denaro con consapevolezza, fin da giovani”.