VERBANIA – Dopo aver perso circa tremila euro alle macchinette videopoker, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto ai carabinieri. È accaduto a Verbania, dove un giovane, al termine di una serata trascorsa in un locale davanti alle slot, si è rivolto alle forze dell’ordine perché sopraffatto dalla disperazione e dall’angoscia di dover rientrare a casa dai genitori e raccontare quanto era accaduto. 

Il ragazzo ha chiamato il 112 e all’operatore della centrale ha raccontato di soffrire di ludopatia, spiegando di non riuscire più a gestire la propria dipendenza dal gioco d’azzardo.  

Durante la telefonata ha lasciato intendere anche la possibilità di compiere gesti autolesivi, facendo scattare l’immediato intervento dei militari. Il carabiniere che ha risposto, restando costantemente in linea con lui, è riuscito a tranquillizzarlo e lo ha convinto a recarsi nella stazione dell’Arma più vicina. 

Una volta arrivato in caserma, il giovane è stato accolto, ascoltato e rassicurato. I militari lo hanno poi affidato al padre, che lo ha raggiunto e abbracciato, cercando a sua volta di tranquillizzarlo.  

Negli ultimi anni l’Italia è diventata uno dei principali mercati del gioco d’azzardo in Europa. L’espansione delle scommesse online ha ampliato in modo significativo l’offerta e coinvolto fasce sempre più ampie della popolazione, compresi giovani adulti. 

Secondo un’inchiesta internazionale rilanciata da Reuters, circa il 43% degli adulti italiani gioca almeno una volta all’anno, con numerosi casi in cui la dipendenza compulsiva ha portato alla perdita di beni economici e a gravi fratture nei rapporti familiari. 

I disturbi da gioco d’azzardo patologico sono caratterizzati da comportamenti compulsivi, dalla tendenza a inseguire le perdite e da una percezione distorta delle probabilità di vincita, spesso associati all’uso contemporaneo di più forme di gioco. 

Gli esperti sottolineano che si tratta di una vera e propria dipendenza comportamentale, simile per dinamiche a quelle da sostanze. I soggetti più vulnerabili, come i giovani, le persone con redditi bassi o in condizioni di fragilità sociale, risultano particolarmente esposti, anche perché il gioco è ormai accessibile in qualsiasi momento tramite smartphone e connessione domestica.  

Per contrastare il fenomeno, viene indicata la necessità di una rete di interventi integrata: educazione nelle scuole, supporto psicologico strutturato, limiti alla pubblicità mirata e strumenti di autoesclusione. Un ruolo centrale è attribuito ai servizi territoriali e alle realtà del terzo settore, impegnate nell’intercettare i segnali precoci della dipendenza e nell’offrire percorsi di recupero alle persone colpite dalla ludopatia.