ROMA - La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni su delega della procura di Roma negli uffici del ministero della Difesa, di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), di Terna e del Polo Strategico Nazionale.  

Complessivamente sono 26 le persone iscritte nel registro degli indagati. Tra i soggetti sottoposti a perquisizione figurano generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori. I reati ipotizzati a vario titolo sono corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite. 

Il nuovo filone investigativo affonda le radici nell’inchiesta che nell’ottobre 2024 portò all’arresto dell’allora direttore generale di Sogei, Paolino Iorio, colto in flagranza mentre riceveva una tangente da 15mila euro da un imprenditore.  

Nel corso delle successive perquisizioni domiciliari, gli inquirenti trovarono oltre 100mila euro in contanti nascosti nell’abitazione del manager. Iorio ha patteggiato una pena a tre anni di reclusione.

Tra gli indagati della nuova tranche figura anche l’ufficiale di Marina Antonio Angelo Masala, già coinvolto nel filone principale. 

Al centro del sistema investigativo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, ci sarebbe l’imprenditore Francesco Dattola, indicato come amministratore di fatto della società di ingegneria informatica Nsr, insieme a Stefano Tronelli, a capo della Tron Group Holding, e all’intermediario Antonio Spalletta.  

L’accusa sostiene che il gruppo avesse messo in piedi un meccanismo basato su fatture false per operazioni inesistenti: società riconducibili a Tronelli emettevano ricevute fittizie, incassavano i pagamenti e trasformavano le somme in contanti attraverso compravendita di beni di lusso, per poi utilizzare il denaro per finalità corruttive all’interno delle istituzioni. 

Secondo gli atti, questo sistema avrebbe inciso sulle procedure di selezione degli appalti, con ipotesi di accesso anticipato ai capitolati o di interferenza sugli uffici acquisti.  

Tra i casi finiti sotto la lente figurano una maxi-gara da 400 milioni di euro di Rfi, che sarebbe stata “preparata” grazie a informazioni riservate.  

Uno degli aspetti più delicati riguarda il coinvolgimento del ministero della Difesa, dove sarebbero stati raggiunti anche alti ufficiali. Tra i nomi citati figura il generale Francesco Modesto, con il quale Dattola avrebbe avuto contatti già nella fase di definizione dei requisiti tecnici, prima dell’avvio formale delle procedure di gara.  

Il ruolo di Spalletta sarebbe stato invece quello di facilitatore nei rapporti tra istituzioni e imprenditori, e avrebbe agito anche “attraverso il reale o millantato” intervento di esponenti politici, tra cui l’ex sottosegretario alla Difesa e oggi vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, per favorire la promozione di Pier Francesco Coppola a generale dell’Aeronautica. 

In una nota diffusa in merito alle perquisizioni, il ministero della Difesa ha fatto sapere di aver “assicurato pieno supporto e massima collaborazione sin dall’avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti”, aggiungendo che “eventuali responsabilità accertate saranno perseguite con la massima severità”.

L’indagine è coordinata dai magistrati Giuseppe De Falco, Giuseppe Cascini, Gianfranco Gallo e Lorenzo Del Giudice.